contrassegn europeoL’Aula del Senato ha approvato il 6 maggio il Disegno di Legge n.1720 recante ‘Disposizioni in materia di sicurezza stradale’. L’articolo 42 modifica una norma del Codice della Privacy e quindi rende formalmente possibile l’adozione anche in Italia, dopo quasi 12 anni, del modello di contrassegno disabili europeo unificato.
L’omogeneità dei vari contrassegni europei per le auto di persone con disabilità è prevista da una Raccomandazione del Consiglio Europeo (98/376/CE del 4-6-1998), che ne definisce le caratteristiche: colore azzurro chiaro, con il simbolo della sedia a rotelle bianco su fondo azzurro scuro.
In Italia non è stato adottato – oltre che per la consueta inerzia nel recepire norme europee – perché il pittogramma della carrozzina identifica che alla guida dell’auto c’è una persona con disabilità, e ciò è in contrasto con la legge italiana sulla privacy (Decreto Legislativo 196/03), secondo l’articolo 74, comma 1 della quale è stabilito espressamente che “è proibito riportare sul fronte del contrassegno il pittogramma o diciture da cui possa desumersi la qualità di disabile dell’intestatario”.
Così i disabili italiani, da 12 anni, se parcheggiano nelle strisce dedicate di qualsiasi Stato dell’Unione Europea con il contrassegno invalidi italiano rischiano (ed è successo a diverse persone) di portare a casa una multa salata.
“Rammentiamo – ha detto Gustavo Fraticelli, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni – che, relativamente al contrassegno disabili europeo, il Governo, facendo proprio un ordine del giorno presentato dall’on. Maria Antonietta Farina Coscioni, ha assunto il preciso impegno, una volta approvato il disegno di legge n. 1270 in seconda lettura dalla Camera, di emanare idonea norma di rango regolamentare, volta a rendere effettiva ed immediata l’adozione dello stesso contrassegno disabili europeo”.

Nell’estate del 2009 c’era stata anche un’interrogazione parlamentare elaborata dalla Lega Arcobaleno – aderente alla Fish  – presentata alla Camera dai deputati Maria Antonietta Farina Coscioni, Maurizio Turco, Elisabetta Zamparutti, Rita Bernardini e Marco Beltrandi, con la quale si era chiesto “quali iniziative di carattere normativo si intendano tempestivamente intraprendere che consentano [...] l’adozione in Italia del contrassegno disabili previsto dalla Raccomandazione 98/376/CE del Consiglio Europeo del 4 giugno 1998″.

Di seguito l’articolo del ddl che apre all’introduzione del contrassegno europeo.
Art. 42. Modifiche all’articolo 74 del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, concernente contrassegni su veicoli a servizio di persone invalide
1. All’articolo 74 del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole: «di simboli o diciture dai quali può desumersi la speciale natura dell’autorizzazione per effetto della sola visione del contrassegno» sono sostituite dalle seguenti: «di diciture dalle quali può essere individuata la persona fisica interessata»;
b) il comma 2 è sostituito dal seguente: «2. Per fini di cui al comma 1, le generalità e l’indirizzo della persona fisica interessata sono riportati sui contrassegni con modalità che non consentono la loro diretta visibilità se non in caso di richiesta di esibizione o di necessità di accertamento».

Fonte: Press-In – Vita non profit online, 7-5-10; Superando.it, 10-5-10