Maurizio, Silvia, Matteo, Denis e Christian. Il primo non vedente e gli altri ipovedenti, ossia non totalmente privi della vista ma con un residuo molto limitato. Sono i cinque soci dell’Unione Italiana Ciechi e ipovedenti sezione di Verona che hanno partecipato alla 23° edizione del raduno automobilistico di beneficenza ‘Sei ruote di speranza’ che si è tenuto all’autodromo di Monza.
Lo scopo della popolare manifestazione organizzata dall’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (Uildm) in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti-Centro Nazionale Tiflotecnico (Uiccnt) è di trascorrere una giornata indimenticabile a bordo di potenti vetture (Ferrari, Porsche, Maserati, Lamborghini,) e di provare l’ebbrezza della velocità su uno dei circuiti più famosi al mondo.
Questi i cardini del rombante meeting a partecipazione gratuita nel quale non sono stati raccolti fondi per la beneficenza ma il cui intento era promuovere sorrisi e solidarietà. “Nell’edizione 2008 i dati riportano un’adesione all’evento di oltre 900 ragazzi disabili, mille accompagnatori e 200 vetture Gran Turismo – spiega Maurizio Mariotto, socio dell’Uici di Verona, presente il 31 ottobre alla speciale giornata – e anche quest’anno le aspettative non sono state da meno con una elevatissima presenza di proprietari di vetture provenienti da tutta Italia, con migliaia di visitatori e la partecipazione degli agenti della Polizia stradale con la loro Lamborghini Gallardo”.
“Ho partecipato a questa divertente giornata per il quarto anno consecutivo e nel 2007 ho anche avuto il privilegio di stringere la mano ad Alex Zanardi che mi ha rilasciato un autografo – racconta Christian, ipovedente e con la passione dei motori – Con lui alla guida di una Maserati abbiamo corso in tre e mi sono emozionato nel vederlo guidare e fare una vera e proprio telecronaca live, una mano sul volante e l’altra a indicare i punti i punti di frenata. Nel 2008, quindi, ho incontrato Ivan Capelli. Quest’anno invece mi sono fatto un giro su una Porsche Carrera condotta dal suo proprietario, mentre ho potuto salire solo per trenta metri su una Lamborghini Murcélago perché sul nostro percorso c’è stato un incidente. Guardandomi attorno e nel vedere quanti fossero i disabili gravi che venivano presi a bordo e molti non autosufficienti, mi sono sentito privilegiato”.
“Un certo signor Roberto di Zurigo mi ha chiesto se avevo paura quando eravamo lanciati a 280 chilometri l’ora sulla sua Porsche (mi hanno detto metallizzata) e ho risposto di no. Così abbiamo fatto tre giri di pista parlando di tutto e di più, come staccati da terra e, non contento, sceso dal bolide sono salito subito dopo su un altro, la Zonta Ferrari del signor Padovani di Vipiteno con cui ho stretto amicizia – prosegue Mariotto, non vedente – Una volta scesi mi ha fatto toccare le lamiere, il muso affusolato, l’alettone, l’abitacolo dentro e fuori, i sedili di pelle, il freno a mano e il cambio posizionato alto, a livello del busto rispetto alle auto normali. Una bellezza… per non parlare degli odori, meglio dire profumi, suggestivi, di carburante e olio bruciato. Uno dei miei sogni è di poter guidare un’auto e ci stiamo adoperando con i soci dell’Uici per poter realizzare a Verona un’occasione in cui, con il copilota e su macchine da dotate di doppi comandi, i ciechi possano, in sicurezza, su un tragitto apposito, cimentarsi nell’impresa”.

Fonte: Press-In – L’Arena, 4-1-10