“Infrastrutture, servizi e trasporti spesso rappresentano per i disabili problemi complessi e non privi di ostacoli. Per rendere le infrastrutture sempre più accessibili alle persone in generale e ai disabili in particolare, si è reso quindi necessario individuare i criteri fondamentali che definiscono tale accessibilità ovvero i termini di accesso e fruizione alle strutture urbane da parte dei disabili”.
Lo rende noto l’Uni-Ente nazionale italiano di unificazione, spiegando di aver messo a disposizione, con questo obiettivo, le norme tecniche Uni 11168 2006 “Accessibilità delle persone ai sistemi di trasporto rapido di massa – Criteri progettuali” dedicate, nella parte 1, alle metropolitane e, nella parte 2, alle ferrovie.

“Le norme forniscono i criteri per la progettazione degli elementi destinati a garantire la più ampia accessibilità possibile ai mezzi di trasporto in ambito urbano, suburbano e regionale – spiega l’Uni in una nota – Innanzitutto le norme stabiliscono che tutte le stazioni devono essere classificate secondo la loro tipologia di accessibilità. Tale classificazione viene evidenziata con appositi simboli installati in alcune specifiche posizioni come l’ingresso delle stazioni, i punti informativi, i punti di interscambio e devono essere congruenti con le condizioni di accessibilità per ognuna delle categorie di disabilità previste.
“A questo scopo sono previsti tre specifici simboli (bianchi su sfondo azzurro) che indicano l’accessibilità ai disabili alla deambulazione, ai disabili dell’udito e ai disabili della vista – precisa l’Uni – Gli accessi alla metropolitana e ai treni dall’esterno devono essere facilmente riconoscibili e identificati con un’opportuna segnaletica. In particolare gli accessi destinati alle persone con ridotte capacità fisiche devono essere adeguatamente segnalati con l’apposizione dei simboli di accessibilità”.

“Sempre al fine di migliorare l’accessibilità – prosegue l’Uni – la norma suggerisce di utilizzare alcuni accorgimenti progettuali che servono appunto a favorire la percezione dell’accesso, come ad esempio il contrasto cromatico, la segnalazione tattile e un adeguato livello di illuminazione. Tutte le stazioni della metropolitana e dei treni devono essere dotate di almeno un punto informativo riconoscibile grazie ad un apposito simbolo costituito da una ‘i’ di colore bianco su fondo nero (come stabilito dalla norma Uni 10402 in materia di segnaletica di sicurezza e di informazioni al pubblico).
“La funzione del punto informativo – spiega l’Uni – consiste nel permettere agli utenti di acquisire direttamente o indirettamente informazioni relative a: livello di accessibilità della stazione; livello di accessibilità di altre stazioni direttamente raggiungibili dalla stazione stessa; condizioni generali di trasporto; orari; possibilità di interscambio; tariffe/biglietteria; percorso alle banchine; comportamento e percorsi in caso di emergenza”.

“Gli spazi previsti per poter accedere alle informazioni (in particolare le biglietterie) devono avere dimensioni e caratteristiche ben precise – aggiunge l’Uni – In particolare devono poter consentire l’accesso frontale della sedia a rotelle con una opportuna rientranza per accogliere l’ingombro delle gambe. Per quanto riguarda ad esempio la comunicazione tra l’operatore ed il cliente, questa può essere eventualmente facilitata installando un impianto di amplificazione audio bidirezionale.
L’Uni aggiunge che “particolare attenzione va inoltre posta nel favorire la lettura labiale da parte dei disabili dell’udito, per esempio, evitando riflessi sulla superficie trasparente di separazione”.

“La norma stabilisce inoltre i criteri da seguire per i percorsi nelle stazioni. I collegamenti della metropolitana, a partire dall’esterno della stazione fino ad arrivare alla banchina, devono essere accessibili a tutti mediante l’eliminazione di barriere architettoniche.
“A questo scopo devono essere realizzati in modo da non impedire o limitare il sicuro utilizzo degli spazi e delle attrezzature – continua l’Uni – e devono essere dotati di accorgimenti e segnalazioni che permettano di riconoscere eventuali punti critici per i disabili sensoriali. La discontinuità tra pavimenti ed elementi verticali che possa costituire un ostacolo o un pericolo (pareti, pilastri ed elementi di arredo) deve essere sempre evidenziata con un adeguato contrasto luminoso”.

“Nel caso siano presenti citofoni, pulsanti di richiesta di assistenza ecc. – prosegue – questi devono essere chiaramente segnalati e posti ad un’altezza da terra compresa tra i 90 e i 140 cm per poter essere facilmente utilizzati anche da una persona su sedia a rotelle. Nelle stazioni delle metropolitane in cui l’ingresso si trova su un piano differente rispetto all’atrio, deve essere garantita la presenza, oltre alle scale fisse, di almeno un ascensore accessibile ai disabili. L’individuazione di tutte le tipologie di impianto presenti deve essere comunque possibile anche tramite le mappe tattili.
“Le uscite dalle stazioni devono essere collocate in zone protette – prosegue l’Uni – cioè non devono sfociare in luoghi pericolosi o in zone che non siano collegate direttamente alla viabilità. Sulle banchine deve essere realizzata una zona della pavimentazione con un codice di attenzione/pericolo visivo e tattile lungo tutta la loro lunghezza. Nel caso sia previsto un punto definito di arresto dei treni in banchina il percorso guidato deve condurre ad una posizione riconoscibile dal non vedente che deve salire sul treno”.

“Devono anche essere previsti sistemi di allarme audiovisivi destinati all’evacuazione di emergenza – ricorda l’Uni – indicazioni sulle modalità di evacuazione, informazioni sui tempi di attesa, sistemi di individuazione della destinazione del treno e sistemi di comunicazione tra clienti e personale di sorveglianza.
“Per quanto riguarda le persone su sedie a rotelle è importante adottare sistemi che consentano il contenimento delle distanze tra treno e banchina – conclude – A bordo delle vetture deve esserci un apposito spazio attrezzato per bloccare la sedia a rotelle e dotato di un sistema di comunicazione con il macchinista mediante interfono oppure per mezzo di un pulsante di allarme”.

Fonte: Adnkronos.com, 23-4-10