“La Consulta per le Persone in Difficoltà (CPD) di Torino – si legge in una nota – esprime la propria soddisfazione in merito alla decisione del GTT (Gruppo Torinese Trasporti) di avvalersi di un disability manager interno alla propria azienda, incaricato di occuparsi di tutti gli aspetti riguardanti la mobilità delle persone con disabilità. Con tale scelta, infatti, Gtt ha saputo cogliere sollecitazioni e istanze che da tempo giungono dalle persone con disabilità e dall’ambito associazionistico, perché è ormai ampiamente condivisa l’esigenza di realizzare una città per tutti. Per tali motivi il disability manager è visto come una figura di garanzia e stimolo per le politiche e le iniziative delle Amministrazioni, un tecnico capace di dialogare e rappresentare i diversi ‘bisogni speciali’, che interviene sia in fase di progettazione sia nel momento della realizzazione”.

È del resto già da tempo che la Cpd torinese – organizzazione di cui fanno parte cinquantotto associazioni impegnate sul territorio cittadino e piemontese nella difesa dei diritti delle fasce più fragili della popolazione – sostiene l’idea di istituire in tutte le organizzazioni pubbliche un disability manager, figura professionale che va sempre più affacciandosi anche nel nostro Paese, per la quale alcune Università hanno già organizzato specifici master.
In tal senso, la Consulta auspica che questo sia solo “il primo tassello di una serie di analoghe decisioni da parte delle organizzazioni pubbliche piemontesi”.

I disability manager e la SIDiMa

La SIDiMa (Società Italiana Disability Manager) è nata nell’aprile del 2010 in occasione di un convegno a Gorgo al Monticano (Treviso) e il suo primo presidente, l’architetto Rodolfo Dalla Mora, era stato anche il primo disability manager introdotto in Italia da una struttura sanitaria, vale a dire l’Ospedale Riabilitativo di Alta Specializzazione (ORAS) di Motta di Livenza (Treviso).
Definito anche come “una nuova competenza che si inserisce in altre professioni”, il disability manager – figura in rapida diffusione anche nel nostro Paese – ha sostanzialmente il compito, come ha scritto qualche tempo fa Dalla Mora, “di costruire reti, servizi e soluzioni, per sostenere nella vita di ogni giorno chi ha perso la propria autonomia e i suoi familiari, spesso disarmati di fronte a una condizione improvvisa che richiede adempimenti burocratici, conoscenze e competenze specifiche. Una professionalità sempre più indispensabile, a fronte di un futuro caratterizzato dal progressivo aumento della vita media e dalla maggiore sopravvivenza a molte patologie e a grandi traumi sino a poco tempo fa letali”.

Per ulteriori informazioni su Torino: uffstampa@cpdconsulta.it.

Fonte: Superando.it, 29-2-12