Nella ‘giungla’ dei permessi invalidi, a Roma mancano all’appello 10mila tagliandi dei 30mila revocati dal 2003 ad oggi ma mai restituiti dai cittadini. Diecimila permessi che potrebbero essere stati buttati, smarriti o, peggio ancora, riutilizzati da chi non ha alcun diritto.
Secondo quanto emerge dai dati comunicati dall’Agenzia Servizi della Mobilità di Roma all’Adnkronos, i permessi sono stati revocati nell’arco di nove anni grazie ai controlli semestrali effettuati dall’ente incaricato dal Comune a rilasciare le autorizzazioni a parcheggiare gratis e a transitare nelle zone a traffico limitato a quelle persone che hanno una disabilità temporanea o permanente.

Al momento complessivamente sono circa 60mila i permessi regolarmente rilasciati a Roma. Dall’Agenzia per la Mobilità, ogni sei mesi vengono effettuate verifiche per accertare che il nominativo della persona a cui è assegnato il tagliando sia ancora in vita. A quel punto, se ne viene accertato il decesso, quel permesso non è più considerato.
Tuttavia, i parenti della persona che godeva di quel privilegio, per distrazione o per furbizia, non sempre lo restituiscono. E questo lo dimostrano i numeri, visto che dal 2003 ad oggi manca all’appello il 30% dei permessi revocati.

La maggiore difficoltà è proprio relativa ai controlli: accertare la regolarità dei tagliandi esposti, talvolta fotocopiati o usati impropriamente da chi non ne avrebbe diritto, non sempre è possibile.
Proprio per questo l’Agenzia per la Mobilità sta correndo ai ripari: entro pochi mesi, assicura il presidente Massimo Tabacchiera, verranno rilasciati dei permessi dotati di un chip la cui validità potrà essere accertata dagli ausiliari del traffico Atac con dei palmari che saranno messi in dotazione dall’azienda.

“Sarà una vera rivoluzione – spiega Tabacchiera – Nell’arco di pochissimi mesi sostituiremo gli attuali permessi per gli invalidi con dei tagliandi che hanno all’interno dei chip. Grazie ai palmari che avranno in dotazione gli ausiliari del traffico di Atac potranno verificare se quell’utente ha diritto o meno ad utilizzare quel permesso.
“In questo modo sarà possibile da un lato agevolare le persone che hanno una disabilità e dall’altro evitare atteggiamenti scorretti da parte dei cittadini – prosegue – È una misura che è già stata discussa con le associazioni dei disabili, che hanno sostenuto la nostra scelta. Abbiamo già chiesto ad Atac di introdurre questa innovazione tecnologica, speriamo di chiudere la partita al più presto”.

Fonte: Disablog.it, 20-3-12