E’ ancora una volta Nazzarena Desideri, già candidata sindaco nelle amministrative del 2007, a dare voce a chi, alle barriere architettoniche, deve dire ‘grazie’ per non poter essere autosufficiente. Un problema che la riguarda in prima persona, che più volte ha cercato di portare all’attenzione delle istituzioni tanto da arrivare ora a minacciare uno sciopero della fame.
Marciapiedi sconnessi o impossibili da raggiungere a causa di scivoli inesistenti o resi impraticabili da macchine parcheggiate; strisce pedonali che iniziano e finiscono su marciapiedi troppo alti; esercizi commerciali o locali in cui non si può entrare perché scale e scalini impediscono l’accesso. E tutto questo non solo per chi è disabile e costretto su una sedia a rotelle, ma anche per genitori che con figli piccoli non possono liberamente entrare ed uscire dai negozi, qualcuno, paradossalmente, dedicato proprio ai più piccoli.
“Possibile che io sia così sola nelle battaglie contro le barriere architettoniche? Sono solo io disabile in questa società? Ma davvero ci dobbiamo sempre nascondere, far sentire agli altri solo il nostro silenzio?” Questo lo sfogo di Nazzarena che da anni cerca di far mutare una situazione che sembra invece rimanere immobile, lasciando che un silenzio pesante per chi ha delle difficoltà diventi una risposta intollerabile. Niente retorica, nessuna commiserazione ma solo un desiderio di migliorare la qualità della vita per sé e per tanti altri cittadini.
E per cercare di attirare l’attenzione delle Istituzioni sul problema Nazzarena minaccia uno sciopero della fame. Una iniziativa forte per avere la possibilità di essere autosufficiente anche fuori casa. Per questo ancora una volta lancia un appello alle autorità, chiedendo il sostegno anche dei reatini.
“Signori noi vogliamo uscire! Noi vogliamo fare le cose che fate voi! Noi vogliamo andare a lavorare con tranquillità! In questi ultimi tempi stanno succedendo cose impensabili, viene calpestata anche la nostra dignità. Tutti fanno silenzio, lo ripeto! Per favore facciamoci sentire, noi, i nostri familiari che ci sono vicini, queste lotte stanno diventando, per me, l’ultimo respiro, perché ho rabbia per l’indifferenza e la sopraffazione che usano nei confronti delle persone che hanno più problemi. Mi dico che nella vita niente è sicuro, tutti sono dei potenziali disabili”.
Tra le sue priorità poi c’è sempre la necessità di far rendere migliore l’accesso e la sosta nell’area di parcheggio per disabili dell’ospedale San Camillo de’ Lellis. ‘Gli amministratori sanno di che cosa parlo, vadano a vedere la mattina quale bolgia si presenta in quei pochi metri quadrati di parcheggio per disabili all’ospedale”. Datevi da fare. Niente altro che questo chiede Nazzarena a chi di dovere.

Fonte: Press-In – Corriere di Rieti, 26-6-10