“Per un portatore di handicap è impossibile prendere il treno alla stazione di Pistoia. È costretto ad andare a Lucca o Firenze”. A denunciare il problema è il consigliere provinciale del Pdl Gian Luca Baldi, che ha effettuato un sopralluogo alla stazione pistoiese. Insieme a lui, l’assessore provinciale alle Politiche sociali Michele Parronchi.
“È vergognoso e inimmaginabile che ancora oggi un disabile non possa prendere autonomamente un treno – attacca l’assessore Parronchi – In tutta la provincia di Pistoia non esiste una sola stazione senza barriere architettoniche”. A un disabile è garantito l’accesso autonomo solo fino al binario 1 della stazione di Pistoia. Qui comincia il calvario. Se il treno parte da un altro binario, non ci sono ascensori per raggiungerlo. Ma anche se il treno parte dal binario 1, la situazione non è semplice.
Non c’è una piattaforma che permetta al portatore di handicap di salire sul treno – afferma Baldi – quindi tocca sperare nell’aiuto di qualche passante che lo sollevi con le braccia e lo faccia salire sulla carrozza”.
Anche se la piattaforma per i disabili, fino a due anni fa, c’era. “Nel 2008 c’era ma non era funzionante – racconta Parronchi – dopo averla aggiustata, non si sa per quale motivo, l’hanno prestata fuori provincia. Risultato: a Pistoia ne avevano una, ma da due anni non c’è più. È vergognoso”. E chi dovrebbe risolvere il problema gioca allo scaricabarile. “La situazione è a dir poco fumosa – afferma Parronchi – perché le competenze di gestione della stazione di Pistoia sono ripartite tra più società interne: Centostazioni si occupa solo dell’esterno, Trenitalia solo dei treni, Rete Ferroviaria solo degli spazi interni. Non sono ancora riuscito a individuare qualcuno per risolvere il problema: ognuno scarica responsabilità sull’altro”.
E anche se il bando per assegnare la costruzione degli ascensori in stazione è pronto, i problemi non sono risolti. “Anche con gli ascensori non si risolverà il problema – dice Baldi – perché comunque, senza elevatore, il disabile non potrà salire sul treno. Se lo vedrà passare davanti, e non potrà fare niente”. Fino a ottobre del 2009 c’erano i volontari della Croce Verde ad aiutare i disabili a prendere il treno. Tutto finito per colpa di un contratto troppo oneroso che spinse la Croce Verde a rescinderlo: 15 euro di rimborso a fronte di 200 euro di penale per un mancato intervento erano troppi. Adesso, a garantire, su richiesta, un aiuto ai disabili, c’è il personale del consorzio che cura la pulizia della stazione. Ma per usufruire del servizio ci vuole almeno una settimana di preavviso. Per fare più velocemente, non resta che prendere il treno a Firenze o a Lucca, dove le piattaforme per disabili ci sono davvero.

Fonte: Il Tirreno (Luca Giuntini), 12-6-10