C´è un’agevolazione, per i disabili piemontesi, che si chiama Carta Gialla e che permette al titolare della convenzione e ad un accompagnatore di viaggiare gratuitamente su tutti i treni regionali. Tutto bello, in teoria. Perché nei fatti sulla stragrande maggioranza di quei convogli le carrozzine non possono salire. E in alcuni casi il disservizio ha il sapore della beffa.
Guardando l´orario della linea Torino-Milano, per esempio, per tutta la giornata non c´è un solo treno regionale con una carrozza attrezzata per i disabili. Il primo e unico parte alle 21,50 e arriva alle 23,45. Al ritorno va ancora peggio: si parte a mezzanotte e un quarto da Milano Centrale e si arriva a Porta Susa alle due passate. Va un po’ meglio su altre linee piemontesi: ci sono 8 treni regionali accessibili sulla Torino-Cuneo, 3 sulla Torino-Pinerolo, due per la Valsusa, ma un solo treno per il mare.
A onor del vero, non stanno meglio le altre regioni. Alcune, come la Lombardia e l´Emilia Romagna, hanno convenzioni per i disabili simili a quella piemontese, ma anche lì i treni regionali accessibili sono pochi.
Naturalmente il problema riguarda solo i disabili motori, non gli altri tipi di handicap, ma comunque in Piemonte tocca circa 20mila possessori della Carta Gialla. “Fino a qualche anno fa potevamo stare negli spazi riservati alle biciclette, che si trovano su quasi tutti i treni – racconta Gabriele Piovano, 25 anni, affetto da spina bifida e attivo nella Consulta per le persone in difficoltà – ma adesso per ragioni di sicurezza è vietato. Il risultato è che praticamente non riusciamo più a viaggiare”.
Un´alternativa al treno regionale veramente c´è, ed è rappresentata dai quattro Frecciarossa al giorno, che però fermano solo a Torino e Milano, senza scali intermedi. Inoltre sono a pagamento. A livello nazionale c´è solo uno sconto (non la gratuità) per i portatori di handicap che hanno la Carta Blu, ma sono molti meno rispetto ai possessori della Carta Gialla, che da quest´anno viene consegnata anche ad anziani, invalidi e disabili oltre il 67 per cento, mentre fino all´anno scorso la soglia era del 71 per cento.
Eppure la Regione per quella convenzione paga a Trenitalia 2,4 milioni all´anno, 600 mila euro in più per l´estensione della Carta Gialla. “Senza però che ci possa essere un controllo da parte nostra sui convogli che vengono utilizzati – protesta l´assessore ai Trasporti, Daniele Borioli – Il problema è che i vagoni sono vecchi, per questo abbiamo messo come condizione che chi si aggiudicherà il prossimo appalto delle ferrovie regionali debba far circolare solo treni accessibili a tutti”.
Per le Ferrovie la situazione è meno drammatica: “Sulla Torino-Milano i treni accessibili sono molti di più grazie ai nuovi Vivalto – spiegano – Ma visto che il materiale rotabile segue tragitti ogni giorno diversi, non è possibile garantire che ci sia un Vivalto a una certa ora. I disabili hanno un centralino a loro dedicato, che contattano sempre prima della partenza per prenotare l´assistenza in stazione e che può dare tutte le informazioni sul treno più comodo”.
Già, perché in ogni caso chi si muove su una sedia a rotelle deve annunciare la sua presenza in stazione diverse ore prima, cosicché si renda disponibile un assistente per aiutarlo a salire. “In teoria se si chiama con anticipo – continua Gabriele – le Ferrovie dovrebbero potermi assicurare una carrozza accessibile su qualunque convoglio. Di fatto però tentennano, cercano di farmi prendere un altro treno e alla fine mi accontentano solo perché io rompo le scatole. Ma molte altre persone si arrendono e stanno a casa”.

Fonte: Press-In – La Repubblica (Federica Cravero), 18-1-10