parcheggio riservatoLa polizia municipale – che ha avviato le indagini – è rimasta sbalordita: sui 25 mila pass “H” rilasciati dal Comune ben 11 mila erano intestati a persone che non ne avevano più diritto. “Non avremmo mai potuto immaginare che il fenomeno fosse così esteso”, dicono da via Dogali. Tutto è cominciato a marzo, quando la polizia municipale insieme con l’ufficio “H” del Comune ha avviato un monitoraggio sui titolari di pass ultra-ottantenni: il 44 per cento dei 7.474 possessori di pass nati prima del 31 dicembre del 1930, 3.271 persone, risultava deceduto.
Ce n’era abbastanza per avviare una indagine più dettagliata: così la squadra coordinata dai commissari Stefano Valerio Catania e Loredana Ravì ha deciso di andare fino in fondo avviando una verifica su tutti i 25 mila pass rilasciati negli anni dall’ufficio “H”. Per la prima volta gli uffici comunali Anagrafe e “H” si sono seduti a uno stesso tavolo per avviare una verifica incrociata sull’intero database: la sorpresa è stata grande. Quasi la metà dei tagliandi continuava a essere utilizzata senza alcun titolo.
“Nella maggior parte dei casi – spiegano gli agenti di via Dogali Catania e Ravì – si trattava di pass intestati a persone morte. In alcuni casi, però, abbiamo trovato tagliandi intestati a persone che risiedono fuori città o che non avevano ottenuto il via libera per il rinnovo”.

Gli eredi di un titolare di pass deceduto dovrebbero riconsegnare il tagliando all’ufficio “H”, ma in pochissimi finora lo hanno fatto, contando sugli scarsi controlli dell’amministrazione. Così i permessi hanno continuato a stare in bella mostra sui cruscotti permettendo a chi era alla guida di parcheggiare gratis sulle strisce blu e sugli stalli di sosta riservati, ma anche di infischiarsene dei provvedimenti antismog e – quasi sempre – di usufruire di un parcheggio assegnato sotto casa.
Adesso le indagini sono diventate più stringenti, come spiega Catania: “Appurato che 11 mila dei 25 mila pass erano intestati a persone che non ne avevano più diritto, abbiamo innanzitutto cancellato i nomi dall’elenco. Adesso stiamo scrivendo agli eredi dei titolari dei contrassegni per chiedere che restituiscano i tagliandi”. Chi non lo farà rischia una denuncia per truffa, qualora il pass venga trovato ancora sul cruscotto di un’automobile.
Ma l’amministrazione – su input della polizia municipale – sta lavorando anche a un regolamento che metta nero su bianco le responsabilità degli eredi prevedendo multe da 500 euro per chi non riconsegna il pass di un defunto.
“Quello che abbiamo scoperto ci ha sorpreso ma sapevamo che per un problema di organizzazione il database dei possessori di pass era viziato – dice il comandante della polizia municipale Serafino Di Peri – abbiamo cercato, con la collaborazione degli uffici, di mettere ordine nella materia e di evitare o perlomeno ridurre gli abusi. In un anno i titolari di pass sono passati da 25 mila a 14 mila”.

Adesso la polizia municipale si sta concentrando sui parcheggi riservati sotto casa: verificando innanzitutto se sotto le residenze degli undicimila “morti viventi” ci siano stalli di sosta. “Ne abbiamo già rimossi, insieme con l’ufficio Traffico, oltre un centinaio”, dice ancora Di Peri.
L’altra piaga – più difficile da estirpare – è quella dei falsi: in giro – assicurano i vigili urbani – ci sono migliaia di pass “H” fotocopiati o scannerizzati e utilizzati da parenti o amici del titolare. “In questo caso – spiega Di Peri – per chi viene beccato viene denunciato per truffa e per contraffazione”.

Fonte: Repubblica.it (Sara Scarafia), 29-12-10