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“La Consulta per le Persone in Difficoltà (CPD) di Torino – si legge in una nota – esprime la propria soddisfazione in merito alla decisione del GTT (Gruppo Torinese Trasporti) di avvalersi di un disability manager interno alla propria azienda, incaricato di occuparsi di tutti gli aspetti riguardanti la mobilità delle persone con disabilità. Con tale scelta, infatti, Gtt ha saputo cogliere sollecitazioni e istanze che da tempo giungono dalle persone con disabilità e dall’ambito associazionistico, perché è ormai ampiamente condivisa l’esigenza di realizzare una città per tutti. Per tali motivi il disability manager è visto come una figura di garanzia e stimolo per le politiche e le iniziative delle Amministrazioni, un tecnico capace di dialogare e rappresentare i diversi ‘bisogni speciali’, che interviene sia in fase di progettazione sia nel momento della realizzazione”.

È del resto già da tempo che la Cpd torinese – organizzazione di cui fanno parte cinquantotto associazioni impegnate sul territorio cittadino e piemontese nella difesa dei diritti delle fasce più fragili della popolazione – sostiene l’idea di istituire in tutte le organizzazioni pubbliche un disability manager, figura professionale che va sempre più affacciandosi anche nel nostro Paese, per la quale alcune Università hanno già organizzato specifici master.
In tal senso, la Consulta auspica che questo sia solo “il primo tassello di una serie di analoghe decisioni da parte delle organizzazioni pubbliche piemontesi”.

I disability manager e la SIDiMa

La SIDiMa (Società Italiana Disability Manager) è nata nell’aprile del 2010 in occasione di un convegno a Gorgo al Monticano (Treviso) e il suo primo presidente, l’architetto Rodolfo Dalla Mora, era stato anche il primo disability manager introdotto in Italia da una struttura sanitaria, vale a dire l’Ospedale Riabilitativo di Alta Specializzazione (ORAS) di Motta di Livenza (Treviso).
Definito anche come “una nuova competenza che si inserisce in altre professioni”, il disability manager – figura in rapida diffusione anche nel nostro Paese – ha sostanzialmente il compito, come ha scritto qualche tempo fa Dalla Mora, “di costruire reti, servizi e soluzioni, per sostenere nella vita di ogni giorno chi ha perso la propria autonomia e i suoi familiari, spesso disarmati di fronte a una condizione improvvisa che richiede adempimenti burocratici, conoscenze e competenze specifiche. Una professionalità sempre più indispensabile, a fronte di un futuro caratterizzato dal progressivo aumento della vita media e dalla maggiore sopravvivenza a molte patologie e a grandi traumi sino a poco tempo fa letali”.

Per ulteriori informazioni su Torino: uffstampa@cpdconsulta.it.

Fonte: Superando.it, 29-2-12

 

Il 15 febbraio scorso, la SEA – società di gestione degli Aeroporti milanesi di Linate e Malpensa – e TÜV Italia – ente indipendente di certificazione – hanno completato positivamente l’iter per la  certificazione volontaria dei servizi di assistenza forniti ai passeggeri con disabilità e a mobilità ridotta nei due scali lombardi.
La certificazione rilasciata da Tüv Italia a Linate e Malpensa è il frutto di un percorso di collaborazione e confronto che – iniziato nell’autunno del 2010 – ha portato alla creazione di un Comitato Tecnico di esperti, in cui sono rappresentate anche le principali federazioni della disabilità lombarde, vale a dire la Ledha (la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, componente regionale della Fish, la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e la Fand (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità).
Tale gruppo di lavoro ha definito e approvato un ‘Disciplinare Tecnico’, ovvero un documento tecnico-normativo che impegna Sea Aeroporti a mantenere precisi standard di qualità nei servizi di assistenza forniti ai passeggeri con disabilità, nel rispetto della normativa europea in materia e mirando a garantire livelli di servizio anche superiori a quelli minimi previsti.

La certificazione di qualità è un processo dinamico che comporta verifiche e aggiustamenti di rotta nel corso del tempo: dunque non rappresenta un punto di arrivo per la Sea, ma piuttosto il punto di partenza di un percorso basato sul monitoraggio continuo della qualità offerta e sul confronto costante con le associazioni della disabilità lombarde.
Il Comitato Tecnico di cui si è detto è infatti un gruppo di lavoro permanente, in cui i vari portatori di interesse si confrontano per affrontare le questioni ancora irrisolte e collaborare alla ricerca di soluzioni adeguate.
Per queste ragioni – sebbene negli scali milanesi esistano ancora alcuni problemi per i passeggeri con disabilità – il percorso di certificazione attivato su base volontaria dalla Sea e la creazione del Comitato Tecnico costituiscono una buona prassi a livello nazionale e rappresentano uno dei primi esempi di un percorso di collaborazione ufficialmente codificato tra gestore aeroportuale e associazioni della disabilità.

Nella logica infine di monitorare e migliorare la qualità del servizio offerto, in accordo con le associazioni della disabilità, la Sea ha messo on line sul proprio sito web un questionario di soddisfazione dell’utenza, specificamente rivolto ai passeggeri con disabilità. Invitiamo pertanto tutti i passeggeri con disabilità che abbiano effettuato o che effettueranno voli su Malpensa e Linate a compilare tale semplice formulario, per divenire essi stessi parte attiva di questo percorso di qualità, segnalando gli aspetti di servizio che li hanno soddisfatti e quelli che invece devono essere migliorati.

Fonte: Superando.it (Gabriele Favagrossa), 2-3-12

Ore 12, fermata di San Cataldo. Questa volta a Juliet Kaine, 28enne nata in Sierra Leone e da circa 15 anni a Modena, è andata meglio: l’autista della linea 2, vedendola in carrozzina, si è offerto spontaneamente di aiutarla a salire a bordo del bus. Ma lunedì alle 9, stessa linea e stessa fermata, Juliet è stata lasciata lì, a terra, senza alcuna spiegazione plausibile: “Dovevo andare in centro – racconta – l’autista, con modi molto sgarbati, mi ha detto di non essere autorizzato a caricarmi e che potevo protestare tutto il tempo che volevo. Alla fine mi sono incamminata da sola lungo la ciclabile”.
Non è la prima volta che Juliet si trova in una situazione del genere. Anzi, le capita spesso: non solo quando va in centro, ma anche quando va a giocare a basket e a tennis, due sue passioni. Ed è per questo motivo che si è rivolta alla Gazzetta, mostrando le difficoltà che ogni giorno un disabile su sedia a rotelle affronta per riuscire ad usufruire di un bus. “Spesso gli autisti mi hanno lasciato a piedi, anche sotto la pioggia. Generalmente, o c’è una pedana che non funziona o l’autobus ne è sprovvisto: come possiamo in queste condizioni condurre una vita autonoma?”.
E infatti ieri, sulla linea due, di pedane nemmeno l’ombra. L’autista, senza sapere di essere ripreso da un telefonino, di fronte alle domande di Juliet, glissa: “La pedana? Facciamo prima a tirarti su“. Il percorso conduce fino a viale Martiri, (Prefettura). Juliet scende dalle porte in cui generalmente le persone devono salire: un’azione vietata, ma un corrimano piantato in mezzo all’area per la discesa impedisce alla carrozzina di passare per le porte di uscita. In tutto l’autobus, inoltre, non c’è nessuna zona riservata a carrozzine. Una volta scesa, mentre s’incammina verso via Emilia centro, Juliet indica due fermate: davanti allo Storchi e all’altezza del semaforo di Largo Garibaldi. “In quelle fermate ci sono marciapiedi altissimi e io non so come possa fare un disabile a salire su un autobus senza aiuto”.
Poi aggiunge: “Negli uffici pubblici, per quel che riguarda le barriere architettoniche, le cose vanno meglio”. Ma anche qui non mancano disagi. Come lungo il marciapiede che conduce alle Poste di via Modonella, dove la sedia a rotelle incontra due ostacoli: prima un paio di bici, poi una macchina parcheggiata sul marciapiede. Juliet si lamenta, ma una donna di passaggio le risponde stizzita, senza esser stata interpellata: “Adesso anche le auto vi danno fastidio”.
In piazza Mazzini, alle 13.06, gli studenti si accalcano per prendere l’autobus numero 7. Juliet è in attesa. L’autobus arriva già stracolmo, ma Juliet fa notare all’autista la sua intenzione di salire. L’autista prima le dice di spostarsi più avanti (ci sono due gradini alti che impediscono di salire), poi desiste: “Prendi il prossimo – le dice – ha la pedana”. E così Juliet aspetta un’altra decina di minuti. Arriva il secondo autobus. Sorpresa: la pedana c’è ma non viene usata. L’autista prova a convincere Juliet ad aspettare ancora. Ma lei non cede. Alla fine sarà un passeggero a convincere l’autista ad aiutarla a salire. “Non mi arrendo – conclude Juliet – voglio un servizio che faciliti la mia voglia di autonomia”.

Fonte: Press-In – Gazzetta di Modena (Evaristo Sparvieri), 14-3-12

Firenze 72, Firenze 50, Zara 45 e Zara 47. Quattro sigle di altrettanti taxi della So.Co.Ta. che hanno una particolarità: sono gli unici (assieme a uno della Co.Ta.Fi.) della flotta fiorentina ad essere attrezzati al trasporto delle persone con disabilità. Si tratta di due Fiat Scudo (uno per i Comuni dell’area fiorentina), di un Volkswagen Caravel e di un Mercedes Vito (dotato anche di tecnologie più sofisticate e adatto quindi anche a lunghi tragitti) opportunamente modificati con allestimenti particolari, proprio per venire incontro alle esigenze di persone con limitata capacità motoria.
In piazza Signoria il vicesindaco Dario Nardella, assieme al consigliere comunale Michele Pierguidi e ad alcuni rappresentanti delle associazioni delle persone con disabilità, hanno potuto vedere da vicino i mezzi e i meccanismi per essere utilizzati anche da persone con limitata capacità motoria. Le vetture sono dotate di pedane, guide, verricelli e tutto quanto possa garantire il trasporto anche di persone in carrozzina.
“È particolarmente importante – ha detto il vicesindaco Nardella – che il parco macchine dei taxi fiorentini possa essere dotato di queste particolari vetture che rappresentano una importante risposta alle persone portatrici di handicap. Mi auguro che in tanti possano seguire questo esempio per aumentare ulteriormente questo servizio per fiorentini e turisti”.

Fonte: Disablog.it – Comune di Firenze, 7-3-12

veicolo con sollevatore per carrozzine“Finalmente con questa norma i Cittadini non saranno più costretti a sottoporsi alle ripetute e inutili visite da parte di più Commissioni al fine di ottenere le diverse certificazioni utili, rilasciate dalle Amministrazioni a fronte dell’accertamento degli stessi requisiti sanitari”: sono parole di Tonino Aceti, responsabile del CnAMC (Coordinamento nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici) di Cittadinanzattiva, che commenta favorevolmente l’articolo 4 del cosiddetto “Decreto Legge sulle Semplificazioni” (Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo), ove si prevede che le Commissioni Mediche Integrate Asl-Inps, contestualmente all’accertamento dei requisiti sanitari per il riconoscimento di invalidità civile, accompagnamento e Legge 104/92, possano verificare anche la sussistenza dei requisiti sanitari utili ai fini del rilascio del contrassegno di circolazione e per le agevolazioni fiscali relative ai veicoli previste per le persone con disabilità.
Questo è esattamente il testo del comma 1 di quell’articolo: “I verbali delle commissioni mediche integrate di cui all’articolo 20, del decreto-legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, riportano anche l’esistenza dei requisiti sanitari necessari per la richiesta di rilascio del contrassegno invalidi di cui al comma 2 dell’articolo 381 del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, e successive modificazioni, nonché per le agevolazioni fiscali relative ai veicoli previsti per le persone con disabilità”.

“In un momento di rigore della spesa pubblica come quello attuale – ha aggiunto Aceti – misure come queste sono certamente utili sia allo Stato sia ai Cittadini: si abbattono i costi legati alla burocrazia statale e soprattutto i costi occulti sostenuti dai Cittadini per lo svolgimento delle pratiche amministrative, ottimizzando l’efficienza della macchina statale”.
“Chiediamo ora – ha concluso l’esponente di Cittadinanzattiva – che il Governo proceda velocemente con gli ulteriori Regolamenti previsti dal Decreto Legge, attraverso i quali saranno individuati gli altri benefici che potranno essere riconosciuti contestualmente al rilascio del verbale d’invalidità da parte delle Commissioni mediche integrate, e che nella fase di stesura degli stessi venga allo stesso modo promosso il confronto con le Organizzazioni civiche”.

Fonte: Superando.it, 9-2-12

I veicoli con contrassegno invalidi e gli autoveicoli per trasporti specifici, muniti permanentemente delle attrezzature speciali utili alle persone con disabilità motorie, sono esclusi dalle nuove regole entrate in vigore a Milano dal 16 gennaio, per diciotto mesi in via sperimentale, che prevedono un ticket d’ingresso per accedere alla ’Cerchia dei Bastioni’ del capoluogo lombardo.
“In tale occasione – ha dichiarato Franco Bomprezzi, consulente del Comune di Milano per le politiche sulla disabilità – va sottolineata l’importanza di un uso corretto del contrassegno e delle autorizzazioni, tema fortemente sentito dall’intera opinione pubblica, e anche il fatto che un uso migliore e più vasto dei mezzi pubblici, da parte delle persone con disabilità e dei loro accompagnatori, oltre a far ridurre il traffico e l’inquinamento, può anche contribuire a un continuo miglioramento e controllo dell’accessibilità dei mezzi di superficie e delle linee metropolitane di Milano”

Entrata in vigore a Milano il 16 gennaio scorso, la cosiddetta Area C, voluta dal Comune del capoluogo lombardo, sarà attiva in via sperimentale per diciotto mesi dal lunedì al venerdì (feriali), dalle 7.30 alle 19.30. L’iniziativa prevede che i veicoli privati e commerciali siano soggetti a nuove regole per accedere alla ZTL (Zona a Traffico Limitato) della ‘Cerchia dei Bastioni’, che comportano l’attivazione di un ticket d’ingresso. L’area è delimitata da 43 varchi con telecamere, di cui sette a uso esclusivo del trasporto pubblico.
Tra le deroghe alle nuove regole, ci sono quelle riguardanti i veicoli con contrassegno invalidi e gli autoveicoli per trasporti specifici, muniti permanentemente delle attrezzature speciali utili alle persone con disabilità motorie. Essi, infatti, non saranno soggetti ad alcuna tariffa e queste stesse categorie di veicoli rientrano anche tra le deroghe per quanto concerne il divieto d’accesso per le auto a benzina euro 0 e diesel euro 0, 1, 2 e 3.

“Mi preme però sottolineare – ha dichiarato alla newsletter dell’AUS Niguarda (Associazione Unità Spinale Niguarda) Franco Bomprezzi, consulente del Comune di Milano per le politiche sulla disabilità – l’importanza di un uso corretto del contrassegno e delle autorizzazioni, che parte dall’utilizzo in buona fede del permesso, qualora serva per raggiungere la persona con disabilità, e che dev’essere soprattutto legato all’effettiva presenza a bordo del titolare. La campagna di dissuasione dagli abusi e i controlli della Polizia Locale hanno già dimostrato come questo sia un tema fortemente sentito dall’intera opinione pubblica e anche dalle persone con disabilità, che spesso trovano ingiustamente occupati gli spazi a loro destinati”.
“Vorrei anche cogliere questa occasione – ha aggiunto Bomprezzi – per promuovere un migliore e più vasto uso dei mezzi pubblici da parte delle persone con disabilità e dei loro accompagnatori. In questo modo, anche il mondo della disabilità contribuirà a ridurre la pressione del traffico automobilistico e l’inquinamento e spingerà, con un uso intelligente e informato, anche l’ATM (Azienda Trasporti Milanesi) a un continuo miglioramento e controllo dell’accessibilità dei propri mezzi di superficie e delle linee metropolitane”.

“Le esenzioni per i veicoli per il trasporto di persone con disabilità – segnala ancora la newsletter dell’Aus Niguarda – resteranno dunque le stesse che esistevano con l’Ecopass. Sulle pagine del sito del Comune di Milano dedicate all’Area C è possibile trovare tutte le informazioni utili per chi ancora dovesse associare la targa del proprio veicolo al contrassegno invalidi (da comunicare anche in caso di contrassegno rilasciato da un altro Comune). Coloro che invece hanno già effettuato l’associazione della targa, non sono tenuti a ulteriori comunicazioni. Le stesse procedure di comunicazione serviranno anche per chi dovesse cambiare in modo permanente la targa associata al contrassegno. Chi invece avesse la necessità di cambiarla per qualche giorno, potrà farlo telefonando direttamente al numero 020202 e seguendo la procedura con l’operatore. In questo caso, la validità della nuova targa sarà massimo di tre giorni, trascorsi i quali verrà ripristinata in automatico la targa precedente”.

Fonte: Superando.it, 13-2-12

autobusÈ certamente degna di nota la Sentenza emessa un paio di mesi fa dal Tribunale di Torino, che, come ci informa la CPD (Consulta per le Persone in Difficoltà) del capoluogo piemontese, “il 29 novembre 2011 ha dichiarato il GTT (Gruppo Torinese Trasporti) responsabile di atti discriminatori in danno di una nostra volontaria, costretta fin dalla nascita a spostarsi in carrozzina”.
In sostanza, mentre si stava recando con il gruppo dei compagni di scuola nel centro di Torino, in occasione dell’ostensione della Sindone, la giovane si era visto impedire l’accesso a un mezzo pubblico, non attrezzato per la salita di persone con disabilità motoria, così come tutti i mezzi di quella linea. “Ricordiamo – viene sottolineato in tal senso dalla Cpd – che nella nostra città ancora un mezzo su tre non è attrezzato all’uso delle persone con disabilità”.
Dopo un acceso dibattito, quindi, tra la conducente del mezzo e la responsabile scolastica del gruppo, la ragazza non aveva potuto proseguire il proprio viaggio, mentre gli altri compagni avevano continuato il percorso in gruppo, così come programmato.

Ebbene, in applicazione della Legge 67/06 (Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazione) e dando attuazione all’articolo 3 della Costituzione, che garantisce l’uguaglianza fra tutte le persone, il Tribunale di Torino ha ritenuto che “la non disponibilità su tutti i mezzi di pubblico trasporto di sistemi idonei alla salita e discesa di persone con disabilità motoria, costituisce un atto discriminatorio nei loro confronti” e ha ordinato quindi a Gtt di cessare la prosecuzione degli atti discriminatori, consistenti, per l’appunto, nella limitata disponibilità di mezzi di superficie dedicati al trasporto pubblico idonei al trasporto di persone con disabilità.

“Di fatto – è il commento della Cpd – il Giudice ha ordinato a Gtt di procedere al rinnovo del parco mezzi, al fine di garantire il libero accesso ai mezzi pubblici anche alle persone con disabilità, eliminando la posizione di svantaggio in cui essi invece si trovano con riferimento alla possibilità di circolare usando i mezzi pubblici. Ha altresì ordinato all’azienda di provvedere – nelle more di attuazione del rinnovo parco – a rendere effettivamente fruibili i servizi alternativi che dichiara di mettere a disposizione (quale il servizio di minibus attrezzato) e a riportare le informazioni circa l’esistenza e le modalità di utilizzo di tale servizio su tutte le fermate autobus gestite da Gtt: è stato infatti accertato, in corso di causa, che non solo molti mezzi non sono attrezzati per le persone con disabilità, ma anche che i sistemi cosiddetti ‘alternativi’, proposti da Gtt, non sono di fatto operativi, né efficienti, e nemmeno adeguatamente resi noti all’utenza, in modo tale da determinare un’ulteriore discriminazione in danno delle persone con disabilità”.

Successivamente alla Sentenza, Gtt ha interposto appello, rispetto al quale si attendono ora gli sviluppi.
Per il testo della Sentenza di cui si parla in questo articolo e per ulteriori informazioni: info@cpdconsulta.it.

Fonte: Superando.it, 31-1-12

Francia

Il tribunale francese di Bobigny ha condannato la compagnia aerea low cost Easyjet a pagare 70.000 euro di multa per non aver fatto salire a bordo di un aereo tre persone con disabilità senza accompagnatori. Lo riferisce il sito del quotidiano francese Le Parisien.
“È una decisione che farà storia”, ha commentato Patrick de la Grange, avvocato dell’Associazione dei disabili di Francia e dei tre querelanti.
I tre passeggeri sono stati costretti a rimanere a terra all’aeroporto di Roissy-Charles-de-Gaulle, il 12 gennaio 2009, il 9 e il 19 novembre 2008. Le ‘ragioni di sicurezza’ avanzate dalla compagnia britannica non sono state sufficienti a impedire la condanna di Easyjet inflitta da un giudice di Bobigny (Seine-Saint-Denis).

Fonte: Disablog.it – www.tmnews.it, 13-1-12

Svizzera

Avevamo raccontato nel nostro sito la vicenda del giurista svizzero Andreas Perez che nell’autunno del 2009, dovendo recarsi da Ginevra a Berlino per motivi professionali e con il biglietto acquistato via internet, si era recato al check-in della compagnia aerea Easyjet. Quest’ultima, però, si era rifiutata di imbarcarlo, affermando che “un viaggiatore che si sposta in sedia a rotelle deve, per ragioni di sicurezza, essere seguito da un accompagnatore“. Perez si era dunque visto costretto a trovare una persona tra i passeggeri disposta a fargli da accompagnatore, senza per altro che la compagnia avesse verificato se tale persona – in caso di pericolo – potesse essere in grado di soccorrerlo. Né la compagnia aveva tenuto conto del fatto che lo stesso Perez è una persona molto sportiva, che aveva già partecipato a varie maratone in carrozzina.
Successivamente, al momento del volo di rientro, da Berlino a Ginevra, si era ripresentata la stessa situazione, dopodiché, essendo andati a vuoto numerosi tentativi di ottenere risposte convincenti da parte di Easyjet, nel settembre del 2010 il giurista, insieme a Integration Handicap – organizzazione non governativa che gestisce il Centro Égalité Handicap, specializzato nelle questioni legate ai diritti di parità delle persone disabili – si era rivolto all’UFAC (l’Ufficio Federale dell’Aviazione Civile, ‘l’ENAC svizzero’), presentando un’azione davanti al Tribunale Civile Ginevrino nei confronti della compagnia aerea e invocando la Legge Federale sull’eliminazione di svantaggi nei confronti dei disabili (la LDis), che si applica alle prestazioni accessibili al pubblico fornite da imprese concessionarie come Easyjet. Una norma – affine alla Legge italiana 67/06 – la quale prevede tra l’altro che la prestazione di trasporto debba essere accessibile senza difficoltà alle persone con disabilità.

Ebbene, il 22 dicembre scorso è arrivata da parte dell’UFAC una chiara decisione di principio che, come si legge in una nota di Égalité Handicap, “potrebbe espletare effetti anche al di là della frontiera svizzera”. La pratica di Easyjet Switzerland nei confronti delle persone in carrozzina è stata infatti ritenuta contraria alla Legge LDis, talché se pure “sulla base del principio della sicurezza del traffico, a seconda delle circostanze, è possibile autorizzare una persona a viaggiare unicamente se è accompagnata, per contro non può essere chiesto sistematicamente a una persona con disabilità di viaggiare con un accompagnatore e le imprese dei trasporti aerei hanno il dovere di esaminare i singoli casi e di verificare in quale misura la sicurezza del traffico giustifica l’obbligo di essere accompagnati”.
Considerato per altro che oggi Easyjet ha abbandonato quella prassi sistematica nei confronti delle persone con disabilità, l’UFAC ha rinunciato, nel caso specifico, ad ordinare l’eliminazione della disparità di trattamento.

“Il Centro della DOK [Conferenza delle Organizzazioni dell'Aiuto Privato delle Persone con Disabilità, N.d.R.], specializzato nella promozione della parità di diritti delle persone con disabilità e che ha seguito il caso a nome di Integration Handicap e di Andreas Perez e il Consiglio di Égalité Handicap – si legge nella citata nota – salutano positivamente la decisione dell’UFAC, che ha riconosciuto la disparità di trattamento delle persone in carrozzina, pretendendo parallelamente dalle compagnie aeree una procedura differenziata nel caso di passeggeri con disabilità”.
Da dire, in conclusione, che la questione relativa a chi deve sopportare i costi nel caso in cui la persona con disabilità sia oggettivamente tenuta a farsi accompagnare non è stata esaminata nella decisione. Secondo il Centro e il Consiglio di Égalité Handicap, tali costi dovrebbero però essere chiaramente assunti dalle compagnie aeree – secondo il principio della proporzionalità – considerato il loro obbligo di adattare le proprie prestazioni di trasporto alle necessità delle persone con disabilità.

Per ulteriori informazioni: info@egalite-handicap.ch.

Ricordiamo che delle questioni riguardanti i voli aerei delle persone con disabilità (nell’Unione Europea), il nostro sito si è ampiamente occupato, seguendo anche passo dopo passo l’iter del Regolamento Europeo CE 1107/06 e valutandone poi l’impatto.
A tal proposito segnaliamo in particolare il dossier , curato da Gabriele Favagrossa, esperto della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap.

Fonte: Superando.it (Stefano Borgato), 27-1-12

Per accelerare si usa un tasto sul volante, come in Formula Uno. Auto speciali, per far diventare normale lo spostarsi in città. Ieri ha aperto il primo salone d’auto adattate per disabili in città, in strada dei Mercati.
Fra i presenti all’inaugurazione, c’è chi, in carrozzina, è tornato a guidare un’auto superando il trauma di un incidente stradale. “Ho guidato sia prima sia dopo l’incidente. Accelerare con le mani è più comodo, perdi un po’ di divertimento, ma potrebbe essere esteso a tutte le macchine – dice Luca Fagioli, 29 anni – Dopo l’incidente mi sono costruito una famiglia, il trauma l’ho superato per forza: ho ricominciato a guidare per portare i figli a scuola. La macchina mi ha ridato autonomia”. Luca usa l’auto anche per andare al lavoro o a giocare a basket, nella Polisportiva gioco.

La nuova officina-concessionaria di veicoli adattati per disabili è la Olmedo special vehicles, che ha aperto ieri la nuova sede in strada dei Mercati 14.
Roberto Rinaldi è il responsabile commerciale: “L’azienda è nata nel 2004 a Reggio-Emilia, studiamo soluzioni anche per taxi e per il trasporto pubblico. Negli anni la ricerca ha fatto grandi progressi: la sicurezza la fa da padrona, e in più riusciamo a coniugare anche l’estetica”.
Ieri era presente anche Umberto Murazio, a capo di Fiat Autonomy, il programma della casa automobilistica per la mobilità dei disabili. “Abbiamo iniziato nel ’95, quando prendere la patente era difficile per un disabile – ricorda Murazio – Fiat è la più attiva nel settore. Siamo presenti in tutto il mondo, anche in Brasile, in Cina”.

La tecnologia ha fatto passi da gigante nel campo dei trasporti, anche se rimangono numerosi problemi. “Spesso troviamo gli spazi per disabili recintati da bici, motorini, e quindi inservibili, oppure occupati da auto guidate dai parenti dei disabili”, si lamenta Claudio Marini.
Altri invece criticano il trasporto pubblico: “Gli autobus non sono accessibili. Su 4 pedane solo una funziona – aggiunge Nicola Perrotta, dell’associazione Alba – in più è stato ridotto il servizio di Pollicino, non c’è più il venerdì e il sabato. È stato affidato ai volontari dell’assistenza pubblica. Fanno miracoli. Ma un conto era il pollicino, che è un normale bus, un altro è essere trasportati con l’ambulanza, sembra che devi sempre andare all’ospedale”.
“Parma può migliorare nell’accessibilità – dice Paolo Iannacone, volontario Seirs croce gialla – a cominciare dai marciapiedi, agli ascensori, alla stazione, soprattutto”.

Fonte: Disablog.it – www.gazzettadiparma.it (Enrico Gotti), 16-1-12

“Niente viaggio in treno: lei è disabile e manca l’elevatore!”: sono proprio queste le parole che si è sentita dire una ragazza torinese che si apprestava a fare un viaggio in treno da Torino a Bergamo, data l’assenza dell’elevatore per la sua carrozzina nella stazione della città lombarda.
Lei è la trentunenne Lisa, laureata in lingue e affetta da paralisi cerebrale infantile dalla nascita, che è costretta ad usare la carrozzina per lunghi spostamenti, dati i suoi problemi di equilibrio. Da quattro anni viaggia dal Piemonte alla Lombardia per incontrare il fidanzato Massy, che è affetto dalla stessa patologia e che vive nella Bergamasca.
Lisa e Massy, dunque, desiderano passare insieme il periodo delle feste di Natale e allora lei organizza il viaggio in treno da Torino a Bergamo, prenotando il biglietto con qualche settimana di anticipo. A quel punto, i funzionari di Trenitalia chiedono alla giovane se è necessario fare il cambio alla Stazione di Milano Centrale per raggiungere Bergamo e Lisa risponde di sì, perché ormai quella tratta la conosce da tempo. Dalle Ferrovie, quindi, fanno un veloce controllo e “scoprono” – anche se la cosa è risaputa da tempo – che alla stazione di Bergamo manca il carrello elevatore per fare scendere la carrozzina.
Lisa non si scoraggia, dice che può scendere anche con le sue gambe dal treno a Bergamo; è sufficiente che qualche addetto di buona volontà delle Ferrovie le porga il braccio. Nessuno, però, è disposto a prendersi la responsabilità di aiutare Lisa a scendere dal treno sulle sue gambe. E così, amara conclusione della storia, il viaggio è stato annullato e il Natale Lisa e Massy hanno dovuto passarlo separati.
“Complimenti”, quindi, a Trenitalia, per la sensibilità e la buona volontà dimostrate per l’occasione!

Fonte: Superando.it (Dorotea Maria Guida) , 16-1-12

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