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In una città piena di barriere architettoniche che limitano la possibilità di spostamento per le persone con disabilità, parte un progetto per favorire lo spostamento di persone con difficoltà motorie. Una iniziativa di grande rilevanza sociale che sarà a costo zero grazie all’associazione di promozione sociale ‘Modavi Gruppo Pontino per Emanuele’ che garantirà con i propri volontari la disponibilità per tutti i giorni dell’anno comprese le festività.
Il progetto lanciato dall’amministrazione comunale sarà realizzabile anche grazie all’accordo raggiunto con la società MLG che metterà a disposizione, in comodato d’uso gratuito, i veicoli per effettuare i trasporti che saranno finanziati mediante spazi pubblicitari affittati ad operatori economici, imprenditori, commercianti, artigiani del territorio.
Grazie alla pubblicità, dunque, ma anche grazie ai volontari, chi ha problemi di movimento potrà usufruire di mezzi all’avanguardia per spostarsi in città, con modalità che saranno man mano stabilite. Mezzi speciali che consentiranno gli spostamenti verso scuole, uffici, strutture sanitarie.
L’assessorato alle Pari opportunità, Pubblica istruzione nell’ambito delle politiche sociali e giovanili ha aderito al progetto ‘Liberi di Essere, Liberi di Muoversi’ che permette di dare il giusto dispiegamento al concetto di ‘sussidiarietà orizzontale’, intesa come concreta possibilità di realizzare un sistema di servizi a partire dai cittadini e dalle realtà produttive del territorio.
“Sottolineo ancora una volta – spiega il sindaco Giovanni Di Giorgi – la grande attenzione che questa amministrazione intende riservare ai più deboli, alle persone meno fortunate anche attraverso iniziative realizzate in collaborazione con realtà esterne, come associazioni o enti di promozione che gravitano nel mondo del volontariato”.
“È sicuramente uno dei casi in cui la sinergia tra pubblico e privato, realizza un progetto che produce concrete e tangibili utilità per tutti” afferma l’assessore alle Pari opportunità, Marilena Sovrani. La consegna dei mezzi avverrà con una cerimonia ufficiale.

Fonte: Press-In – Il Messaggero (Marco Cusumano), 2-5-12

 

 

auto in montagnaLa maggior parte delle lesioni midollari, in Italia, è di origine traumatica e provoca disabilità motorie molto gravi. Ad essere coinvolte sono soprattutto persone giovani e giovanissime – per lo più tra i 18 e i 25 anni – a causa, sempre più frequentemente, di incidenti stradali.
Per contrastare dunque l’elevato numero di questi ultimi – nei quali sono spesso coinvolti proprio i giovani – diffondendo la cultura della sicurezza stradale e l’importanza della formazione, anche a favore di chi è già in possesso della patente, la FAIP (Federazione Associazioni Italiane Paratetraplegici), l’APM (Associazione Paraplegici delle Marche), l’Ufficio V dell’Ambito Territoriale di Ascoli Piceno-Fermo, l’Ufficio Scolastico Regionale per le Marche e la Provincia di Ascoli, in collaborazione con enti e istituzioni quali l’ACI (Automobile Club d’Italia), l’UNASCA (Unione Nazionale Autoscuole Studi Consulenza Automobilistica), la CSAI (Commissione Sportiva Automobilistica Italiana), il Comune di Maltignano e quello di Ascoli, hanno organizzato il 28 aprile scorso a Maltignano (Ascoli Piceno) il principale evento regionale all’interno delle iniziative programmate per la Giornata Nazionale delle Persone con Lesione al Midollo Spinale (celebrata il 4 aprile scorso).
L’evento ha avuto luogo al Parco Scuola Guidoland, inaugurato nel 2011, progetto nato proprio dall’idea di sensibilizzare i più giovani a sviluppare una cultura dell’educazione stradale, per evitare l’incidentalità attraverso l’acquisizione di comportamenti funzionali e rispettosi per sé e per gli altri. Una struttura davvero preziosa, capace di ospitare, oltre alle manifestazioni motoristiche, grandi eventi e attività di formazione di ogni tipo, sempre all’insegna della guida sicura.

A portare la testimonianza dell’Apm, durante la giornata, è stato il presidente dell’Associazione, Roberto Zazzetti, che ha ricordato quanto sia importante fronteggiare gli imprevisti e gestire al meglio le situazioni critiche che ogni giorno si affrontano in auto, sottolineando in particolare – con linguaggio diretto – l’importanza di una corretta scelta e manutenzione degli pneumatici più adatti, anche a seconda delle diverse stagioni.
“Oltre poi a ricevere una serie di utili informazioni – spiega Simona Flammini, referente dell’Ufficio V dell’Ambito Territoriale di Ascoli Piceno-Fermo – gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado della provincia, che hanno partecipato all’incontro, hanno potuto svolgere attività specifiche di simulazione, incentrate sulla sperimentazione in strada, proprio per apprendere le regole e i comportamenti responsabili e autonomi nel contesto cittadino. In particolare, grazie alle simulazioni del Centro di Guida Sicura Aci Vallelunga, i giovani hanno potuto conoscere realmente i rischi della strada e acquisire le corrette tecniche di guida, dominando le reazioni istintive in caso di pericolo e imparando anche ad adottare le posture al volante fisiologicamente più sane”.
“Perché sapere ‘come fare’ – conclude Flammini – può semplificare la vita e al volante perfino salvarla. Senza dimenticare nemmeno che uno stile di guida corretto aiuta a inquinare meno e a ridurre gli stessi consumi, aspetti, questi, non certo trascurabili”.
Per ulteriori informazioni: simona.flammini@istruzione.it, apmarche@tiscali.it.

Fonte: Superando.it, 4-5-12

Barriere architettoniche, se non ci sono le crea la malagestione comunale. E il metrò, per chi fatica a camminare, è costretto in una sedia a rotelle, o ha una carrozzina, diventa terreno vietato. Di questi tempi a Milano c’è l’epidemia delle scale mobili in metropolitana rotte: in panne da mesi, sono off limits per i disabili, gli anziani e le mamme con carrozzina. In difficoltà anche chi soffre di qualche acciacco momentaneo. Quella delle scale fuori uso, o degli ascensori guasti, indispensabili per i passeggeri che hanno problemi di deambulazione, è una situazione ormai emergenziale: anziché trasportare i viaggiatori ai convogli sono immobili, guaste in eterno, spesso delimitate da una catena dell’Atm per indicare il disservizio.
Disabili e nonnini si ritrovano davanti a quei maledetti gradini degli scaloni normali, che spesso non riescono a percorrere su e giù. Sono alcune decine – almeno 30 – le fermate in cui gli impianti mobili non funzionano, sia in centro che in periferia: a Sesto, capolinea della rossa, Cologno Centro, Cordusio, stazione di snodo superaffollata, Palestro, Porta Venezia, Lima, Precotto, Cairoli, Pagano, Moscova, Porta Genova, Sant’Ambrogio, Sant’Agostino. Non c’è distinzione fra le tre linee del metrò, la rossa, la gialla, la verde, perché sono tutte coinvolte dalla pandemia delle scale mobili ferme.
Sembra un virus contagioso. La colpa è dell’età delle strutture, che hanno alle spalle oltre 40 anni di onorata carriera e che non hanno solo bisogno di una piccola revisione ma di essere smontate e cambiate.
Nelle ore di punta le scene di panico e di forte arrabbiatura sono frequenti: immaginiamo lo sconforto di una persona con disabilità che si ritrova a non sapere cosa fare per raggiungere i treni. Qualcuno, visibilmente scoraggiato, si arrende. Qualcun altro rischia una rovinosa caduta, nella speranza che i pendolari frettolosi lo aiutino o per lo meno lo schivino nel suo procedere a lumaca.
Chi dovrebbe avviare le riparazioni? Non è responsabilità di Atm – spiegano dall’azienda milanese – alla quale spetta solo la manutenzione ordinaria e che avrebbe segnalato a più riprese la questione a Palazzo Marino, perché alcuni casi sono per l’azienda drammatici. Ed è proprio il Comune, incaricato della manutenzione straordinaria, a dover provvedere alla sistemazione delle scale.
Prima però occorre trovare i fondi: servirebbero circa 12 milioni di euro e 3 sono stati già stanziati a gennaio per alcune stazioni della rossa e della verde, ma i tecnici non si sono ancora visti. Questione di giorni? L’assessore alla mobilità, Pierfrancesco Maran, sceglie di non commentare.

Fonte: Disablog.it – www.leggo.it (Michela Corna), 10-4-12

Il carrello elevatore è rimasto nel libro dei sogni, con buona pace delle promesse di chi aveva assicurato un intervento e le speranza dei tanti disabili residenti in provincia. Per loro l’utilizzo del treno è e resterà possibile solo dalla stazione di Massa, dove Rete Ferroviaria Italiana ha organizzato il servizio di trasporto delle carrozzine per disabili dal marciapiede all’interno dei treni con un apposito elevatore.
Tabula rasa invece nelle altre fermate della provincia, a partire da Carrara, Pontremoli e soprattutto la nuovissima Aulla-Lunigiana, dotata dei più sofisticati sistemi di sicurezza, scivoli ed ascensori per una perfetta accessibilità fino ai binari dove però… chi si muove su una sedia a rotelle non potrà mai salire su un treno.
Problema denunciato nel settembre 2009 dall’associazione provinciale paraplegici, su istanza delle decine di disabili lunigianesi impossibilitati a muoversi su rotaia, se non con l’estemporaneo aiuto di amici o del personale della stazione pronti a caricare di peso disabile e carrozzina sul treno. L’alternativa, farsi accompagnare a Massa, Spezia o Sarzana con inevitabili disagi.
Sembrava la solita denuncia destinata a cadere nel vuoto, invece dopo pochi giorni il prefetto di Massa Carrara ha invitato il compartimento di Firenze di Rete Ferroviaria Italiana ad attivarsi per risolvere al più presto il problema. Di lì a poco anche l’allora ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli aveva annunciato un interessamento alla soluzione del problema di Aulla-Lunigiana. Sembrava davvero l’alba di un nuovo giorno, anche perché sulla spinta dell’interessamento delle autorità, a distanza di due mesi, alla casella mail dell’associazione paraplegici è arrivata anche la lettera, con cui Rete Ferroviaria Italiana annunciava “l’imminente inizio dei lavori per la realizzazione dell’elevatore”. Aulla sarebbe così stata inserita nel gruppo delle 250 stazioni attrezzate per il trasporto dei disabili dal marciapiede fino all’interno dei treni.
Tutto questo a febbraio 2011: a distanza di più di un anno la situazione è rimasta immutata e se non cammini sulle tue gambe il treno ad Aulla non lo prendi davvero. I lavori annunciati come “imminenti” sono rimasti sul binario morto, nessuna traccia del tanto atteso carrello elevatore. E se mai ti venisse il dubbio, basta dare un’occhiata al sito delle ferrovie dove alla voce ‘stazioni con servizi per persone a mobilità ridotta’ di Aulla-Lunigiana non c’è ancora traccia e l’unica in provincia è sempre Massa. “Oltre al danno – denuncia l’associazione provinciale paraplegici – anche la beffa: prima ci annunciano un intervento, poi non fanno nulla”.

Fonte: Press-In – La Nazione (Claudio Masseglia), 5-4-12

 

treno fsChi segue abitualmente il nostro sito sa bene che non siamo certo sempre ‘teneri’ con la Rete Ferroviaria Italiana, di cui anzi siamo spesso costretti a denunciare disservizi, disagi e anche vicende di discriminazione riguardanti le persone con disabilità. Non abbiamo però alcun problema nemmeno a segnalare quando arriva qualcosa di buono e all’insegna dell’utilità.
Ci riferiamo alla funzionalità recentemente inserita nel portale di RFI (Rete Ferroviaria Italiana – Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane), vale a dire la pagina denominata ‘Quadri orario stazione per stazione’, che selezionando una singola stazione italiana, consente di sapere se in essa vi sia il servizio di assistenza per i passeggeri con disabilità, quali treni vi passino, se siano adibiti al trasporto di carrozzine e quali siano infine le varie stazioni coperte da un determinato percorso (con l’indicazione dell’eventuale servizio di assistenza).
Particolare anche questo interessante, il servizio è stato realizzato secondo gli standard internazionali per l’accessibilità del web alle persone con disabilità.
Insomma, una ‘piccola cosa’, che certo non può risolvere da sola i tanti problemi di accessibilità ancora presenti per il trasporto ferroviario nel nostro Paese, ma che è sicuramente degna di nota.

Fonte: Superando.it, 18-4-12

Per entrare in centro e parcheggiare negli spazi riservati ai disabili utilizzava il pass intestato alla madre. L’anziana, però, era deceduta. Il figlio aveva restituito il pass originale, ma ne aveva fatto una copia che usava sulla propria auto per circolare liberamente nell’Area C e nelle corsie riservate ai mezzi pubblici, nonché per parcheggiare negli spazi dedicati agli invalidi. L’uomo, come altre 7 persone, è caduto nella rete dei vigili dell’Unità Centrale Informativa della Polizia Locale di Milano: il nucleo è stato impegnata in un’attività mirata ad intensificare i controlli per l’uso improprio dei pass invalidi. E di furbetti ne hanno scoperti parecchi.
Sono già otto le persone indagate per reati che vanno dalla ricettazione, alla falsità materiale, all’uso di atto falso e truffa. Cinque pass invalidi sono stati sequestrati durante i controlli: due di essi erano stati falsificati, mentre tre erano stati rubati. Sono stati inoltre ritirati 15 pass perché utilizzati in modo improprio, e contestate 26 violazioni amministrative legate all’uso non consentito dei permessi.
Tre persone sono state segnalate all’autorità giudiziaria per aver acquistato da alcune persone dei pass invalidi (autentici) dietro il pagamento di somme in denaro dai 100 ai 200 euro. I proprietari poi denunciavano che i pass erano stati rubati o smarriti, e si facevano rilasciare un duplicato. Attualmente sono in corso le indagini per risalire ai responsabili della vendita dei pass.

Fonte: Disablog.it – milano.corriere.it, 22-3-12

“Quando si accetta di rappresentare gli altri non bisogna mai dimenticare che non si è più semplici cittadini e che questo richiede coerenza in ogni momento e per ogni atto”. Parole di Mara Biguzzi, consigliere comunale Pd, ‘beccata’ ad usare illecitamente il permesso di sosta per invalidi (posseduto regolarmente in quanto familiare di una persona con disabilità). Un ragionamento che la consigliera aveva già espresso in una lettera di scuse pubbliche e che ieri ha ribadito nella sua lettera di dimissioni dal consiglio comunale.

Un gesto di coerenza, dopo il riconoscimento di una ‘leggerezza’ che ha scatenato l’indignazione dei cittadini. Non solo contro di lei ma anche contro Antonella Celletti, consigliera comunale della Lega Nord, multata dai vigili urbani per aver parcheggiato davanti alla stazione esponendo il pass invalidi. “L’ho fatto solo una volta perché avevo fretta e stavo perdendo il treno per andare al lavoro a Bologna” ha spiegato in sostanza la leghista. Avanzando inoltre il sospetto di una manovra ai suoi danni per la diffusione della vicenda dagli uffici della polizia municipale. Scuse? Nemmeno a parlarne.

Ben differente l’atteggiamento di Mara Biguzzi. Che ha riconosciuto l’errore e, vista la reazione della gente (e, sotto sotto, anche del partito), ne ha tratto le conseguenze. Rivendicando per: “Il mio impegno personale, professionale, politico è stato ispirato per tutta la vita da una passione resa più forte dai valori di correttezza ed onestà che ho sempre difeso e perseguito. Chi mi conosce personalmente, al di là di quel che appare in questi giorni sulla stampa locale, sa bene come io lo possa affermare a testa alta e senza abbassare lo sguardo. Ma, proprio per questo, non posso che ammettere di essere ormai stanca dello stillicidio quotidiano di giudizi che mi ha fatto perdere, oltre che il sonno, anche una serenità personale che voglio invece provare a riconquistare in fretta affiancata dai miei famigliari ed amici. Per questo ho deciso di dimettermi e di farlo comunicandolo prima di tutto ai colleghi consiglieri”.

Fonte: Disablog.it – www.ilrestodelcarlino.it, 25-3-12

autobusIn arrivo la nuova Metrebus Card. Via libera ai nuovi abbonamenti a costo ridotto, annuali, per invalidi civili, di servizio e del lavoro: a seconda del reddito Isee, la tessera annuale costerà da 20 a 50 euro. Limite massimo di reddito Isee, 20 mila euro. 
Si parte dal 25 maggio, ma le tessere si chiedono al proprio Municipio di residenza dall’11 al 22 maggio. La principale novità sta nel fatto che gli abbonamenti non sono più mensili ma annuali.

Requisiti per avere questo tipo di titolo di viaggio: essere invalido civile oppure invalido del lavoro con percentuale eguale o superiore al 67%; oppure invalido di servizio dalla I alla V categoria. Avendo in ogni caso un reddito Isee inferiore o eguale 20 mila euro.
Come per le tessere per over 65, l’agevolazione è articolata in tre scaglioni di reddito: fino a 10 mila euro l’abbonamento costerà 20 euro, da oltre 10 mila a 15 mila costerà 35 euro, da oltre 15 mila a 20 mila il prezzo sarà di 50 euro. Chi supera i 20 mila euro dovrà pagare un abbonamento annuale ordinario di 250 euro.
Avendo i requisiti, ci si può recare al proprio Municipio tra l’11 e il 22 maggio, con una copia del modello Isee, copia di documento d’identità valido e la Metrebus Card personale da riconsegnare. Sempre al Municipio, e negli stessi giorni, si potrà acquistare, per l’ultima volta, l’abbonamento mensile da 4 euro per il mese di maggio 2012.

L’elenco delle sedi municipali: I – via Petroselli 50; II – via Dire Daua 11; III – via Goito 35; IV – via Fracchia snc; V – via Tiburtina 1163; VI – via Torre Annunziata 1; VII – via di F. de Pisis angolo G. de Chirico; VIII – via Ferdinando Conti 7; IX – via Fortifiocca 71; X – piazza di Cinecittà 11; XI – via Benedetto Croce 50; XII – viale Ignazio Silone 100; XIII – p.zza Capelvenere 13 Acilia Urp; XV – via C. Montalcini; XVI – via Fabiola 14; XVII – circ. Trionfale 19; XVIII – via Aurelia 470; XIX – piazza S.Maria della Pietà 5; XX – via Cassia 472.

Le nuove agevolazioni sono stabilite dalla delibera di Giunta Capitolina n. 53 del 29 febbraio 2012, in base a quanto stabilito dalla Regione relativamente agli adeguamenti tariffari del trasporto pubblico locale.

Informazioni sul sito dell’Agenzia per la Mobilità.

Protestano ovviamente le associazioni delle persone con disabilità. Non va giù l’introduzione del tetto Isee, ma soprattutto l’impossibilità di poter acquistare abbonamenti mensili, il cui costo oggi ammonta a 4 euro (48 gli annuali).
Le nuove agevolazioni “tengono in considerazione le fasce più deboli – precisa l’assessore alla Mobilità Antonello Aurigemma – considerando che la proporzione, tra annuale e mensile, sarà più conveniente”.
Non la pensano così i destinatari del provvedimento: “Precisando che siamo stupiti dal fatto che, anche ai disabili, vengano applicati criteri di questo tipo – spiega l’avvocato Nardone – sarà un salasso, perché chi supera i 20mila euro di Isee sarà obbligato a pagare un abbonamento annuale ordinario di 250 euro, quando magari adesso si spendono solo 4 euro col mensile”. Una questione di principio: “Avremmo preferito un confronto, ma per come sono andate le cose fissare una manifestazione è l’unica cosa che ci resta da fare”. “I disabili visivi sono i più toccati dalla novità essendo la maggior parte degli scali Atac già preclusa per esempio ai disabili motori: in tanti si sono comprati casa vicino alla metro per utilizzare i mezzi”.

Fonte: Comune di Roma, Disablog.it -  www.iltempo.it, 26-4-12

Corso Piave, ore 10 del mattino. Luca Marchetti esce dall’associazione Anmic e deve andare in centro con un mezzo pubblico. A pochi metri una fermata dell’autobus che raggiunge a fatica perché non ci sono scivoli idonei al passaggio di una carrozzina. Perché? Semplice, “non è una fermata autorizzata e idonea ai portatori di handicap”, come spiega l’autista della linea 7. “Ho fermato l’autobus che stava passando — racconta — ma l’autista ha detto che non potevo salire perché non era una fermata per disabili. Ha aggiunto che il pullman aveva la pedana, ma di non sapere se fosse in funzione. Mi ha raccomandato di andare alla stazione ferroviaria per salire su un mezzo pubblico”.

Certo, la stazione non è lontana, non lo è per chi ha due gambe. Per chi le ha, ma deve trascinarsi anche quattro rotelle, ogni metro sembra un chilometro. I marciapiedi non possono essere percorsi: buche e scalini sono le prime barriere architettoniche in una città definita ‘a misura d’ uomo’. Siamo costretti a prendere la macchina.
Arriviamo alla fermata indicata, ma non c’è nessun cartello che faccia intuire quale sia ‘una fermata autorizzata al trasporto disabili’. Alziamo la mano al primo pullman che passa: è il numero 11 che va da Chiesul del Fosso a Santa Maria Maddalena. Questo la pedana ce l’ha, solo che non c’è spazio per abbassarla e far salire Luca. L’autista è costretto a rimettersi alla guida e andare qualche metro più avanti, nel punto dove termina l’isola che separa due corsie e iniziano le strisce pedonali. Scende, abbassa la pedana manuale e aiuta il nostro amico a salire. Finalmente è su un mezzo pubblico. Pensiamo di avercela fatta, che in fondo non ci siano tutti questi disagi. E invece no. Una volta saliti Luca viene messo nello spazio per i portatori di handicap, ma non ci sono gli elementi per mantenere ferma la carrozzina.

“C’era solo una cintura di sicurezza — spiega Luca — Non riuscivo a capire neanche come usarla. Per fortuna la carrozzina è manuale e riuscivo a stare fermo. Se fosse stata elettrica, avrei fatto su e giù per il bus”. Non vogliamo creare altri disagi, e chiediamo di scendere alla prima fermata in via Canapa. Il pullman si ferma, la pedana viene sistemata. Luca scende e in pendenza deve ‘sterzare’ con la carrozzina perché non può permettersi di finire oltre il marciapiede di 40 centimetri: è costretto a farlo perché non c’è spazio a sufficienza.
È stato impossibile arrivare a destinazione utilizzando mezzi pubblici, ma Luca, tutto questo già lo sapeva. “Sono ferrarese e conosco bene i limiti della città. C’è il progetto Muoversi del Comune, abbiamo un taxi a pagamento idoneo — racconta — Ma perché non possiamo prendere un pullman come tutti? Un turista, uno straniero disabile che non conosce i servizi offerti, come può spostarsi in tutta la città?”.

Fonte: Disablog.it – www.ilrestodelcarlino.it (Angela Carusone), 23-3-12

Ha partecipato anche l’Inail Abruzzo alla ventiquattresima Fiera dell’Agricoltura di Teramo, in programma dal 30 marzo al 1° aprile, con uno stand dedicato alla prevenzione.
In tale contesto, il Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio (Bologna) ha offerto la propria collaborazione all’iniziativa,  realizzando  un punto informativo, specificamente dedicato alla guida dei mezzi agricoli da parte delle persone con disabilità.
Lo spazio, allestito con immagini a tema, era presidiato da un tecnico del Centro Servizi Mobilità della struttura emiliana e – attraverso un supporto audiovisivo appositamente realizzato – illustrava appunto la guida di mezzi agricoli con protesi e con ausili.
In particolare, nel filmato era documentata l’esperienza di un agricoltore trentino che, dopo un infortunio causa di gravi lesioni permanenti, ha potuto tornare a coltivare le proprie mele grazie a un progetto personalizzato di adeguamento e adattamento del trattore e di alcuni ambienti.
Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa Centro Protesi Inail (Simona Amadesi), tel. 051 6936243, s.amadesi@inail.it.

Fonte: Superando.it, 30-3-12

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