Capaccio. Stazione ferroviaria di Paestum off limits alle persone con disabilità motoria. I due montacarichi, installati almeno otto anni fa, non sono stati mai attivati. Unica soluzione per raggiungere i binari è il trasporto a braccio. Ancora disservizi e proteste, dunque, presso le stazioni ferroviarie capaccesi, da tempo in stato di incuria e di abbandono. La mancata possibilità di utilizzare i due montacarichi, sistemati all’inizio delle scale di accesso ai sottopassaggi ferroviari, sta creando numerosi disagi agli utenti.
Qualche giorno fa, la madre di un ragazzino con problemi motori, è stata costretta a fare i salti mortali per permettere a suo figlio di prendere il treno per raggiungere Napoli. “Sapevo della presenza di un elevatore per disabili presso la stazione di Capaccio – dice la donna – ed ero convinta che lo stesso fosse in funzione già da tempo. Quando sono arrivata, però mi sono trovata di fronte un’amara sorpresa. Ero completamente sola in stazione e per permettere a mio figlio sedicenne di prendere il treno per raggiungere Napoli, dove doveva essere sottoposto ad una visita medica, ho dovuto portarlo in braccio. È stato avvilente e soprattutto mortificante per mio figlio. Oltretutto per fare prima ho attraversato direttamente i binari, dal momento che sarebbe stato impossibile fare il saliscendi delle scale presenti nei sottopassi. Una volta effettuata questa operazione di trasporto sono dovuta tornare indietro a prendere il bagaglio e la sedia a rotelle, cercando di fare il più presto possibile dal momento che avevo dovuto lasciare mio figlio dall’altro lato della stazione su una panchina completamente solo ed impossibilitato a muoversi”.
Per una persona con disabilità è impossibile, dunque, recarsi alla stazione di Paestum e tentare di prendere il treno in totale autonomia. Necessariamente deve essere accompagnata da qualcuno, ma questo purtroppo non è sempre possibile. Un percorso ad ostacoli che sarebbe evitabile con la semplice messa in funzione di un apparecchiatura già installata da 8 anni e pronta all’uso.

Fonte: Press-In – La Città di Salerno (Angela Sabetta), 3-12-11