Disabili sulla carta che scippano i parcheggi a disabili veri: spesso basta esporre un talloncino ed il gioco di cattivo gusto è servito; solo l’intervento delle forze dell’ordine può scardinare questo atteggiamento odioso ed incivile. Ma cosa accade se a commettere l’abuso sono proprio coloro che dovrebbero garantire l’ordine? In tal senso, quanto avvenuto ieri, ad Otranto, ha dell’incredibile.

Una donna disabile, a bordo della sua autovettura, ha infilato via delle Torri, cercando posto sulle strisce gialle adibite in loco; adocchiato il parcheggio ed avviata la manovra di posteggio, la donna ha sentito alle spalle il suono del clacson di un’altra vettura, il cui conducente si sbracciava per far comprendere che sul posto ci era arrivato per prima e, quindi, salvaguardando il proprio diritto. La disabile senza battere ciglio ha ingranato la retromarcia, abbandonando con garbo il parcheggio che stava occupando e lasciandolo a chi l’aveva teoricamente preceduta, alla ricerca di nuova fortuna da qualche altra parte. La seconda macchina si è, dunque, attestata sulle strisce gialle e come d’incanto, aperta la portiera, da lì, sono scesi in cinque: marito, moglie e tre figli. Dei disabili, però, neanche l’ombra.

Uomini del posto, che passavano di lì ed avevano assistito all’intera scena, sono rimasti impietriti, ipotizzando dapprima che si trattasse di un errore visivo, dovuto magari al caldo. In alternativa, poteva essere solo un miracolo, come accade troppo di frequente, quando ci si imbatte in vetture, con il talloncino di disabilità in bella mostra, ma da cui scendono persone perfettamente deambulanti. Dell’episodio sono stati informati i carabinieri della locale stazione, con l’intervento immediato del comandante, che ha chiesto informazioni ai cinque su chi fosse il disabile. Con senso di compiacenza il conducente dell’auto, un uomo di Benevento, ha tirato fuori un tesserino: “Sono un poliziotto”, ha affermato tronfio. Ma di tutta risposta ha ricevuto il severo rimprovero del comandante, che gli ha intimato, seduta stante, di lasciare il posto occupato indebitamente ed estorto con inganno ad un disabile vero.

Fonte: Disablog.it – www.lagazzettadelmezzogiorno.it Mauro Bortone, 27-7-11