Da luglio a metà settembre sono stati 310 i contrassegni per disabili, in parte scaduti in parte contraffatti, ritirati dagli agenti della polizia municipale del XIII gruppo, diretti dal comandante Angelo Moretti. “Un fenomeno allarmante – dichiara Moretti – che riguarda tutto il territorio, ma interessa soprattutto l’ospedale Grassi dove continueremo a ripetere i controlli sui veicoli in entrata.
Sono controlli che facciamo da mesi. Prima dell’estate in una settimana ne abbiamo trovati addirittura 130″.
Il sospetto è che neanche le multe riescano a scoraggiare i falsari delle autorizzazioni. “È un fenomeno costante, non escludo che dopo la contravvenzione e il ritiro del contrassegno, qualcuno poi ci riprovi – sospira Moretti – Noi d’altronde facciamo quanto ci compete. Non andiamo sul penale, applichiamo la sanzione prevista dalla delibera comunale: 100 euro e ritiro del certificato“.

La delibera è la numero 21 del 2007 e istituisce il ‘Regolamento relativo alle modalità di rilascio e utilizzo del contrassegno speciale di circolazione e sosta per le persone con disabilità’. L’articolo 14 stabilisce la sanzione ridotta di 100 euro, “fermi restando comportamenti che riconducano a ipotesi di reato“. Ipotesi di reato nel caso della contraffazione, come scoperto a Ostia, ci sono: può trattarsi, infatti, di falso in atto pubblico. Come spiega l’avvocato Maurizio Scuderi “in presenza di documenti contraffatti il pubblico ufficiale ha il dovere di trasmettere il verbale alla Procura che dovrà ravvisare se siamo o meno in presenza del reato di falso in atto pubblico“. Il delegato capitolino alla Sicurezza, Giorgio Ciardi, ha assicurato che ha già attivato “l’ufficio Politiche per la sicurezza affinché valuti assieme all’avvocatura del Comune se procedere d’ufficio e far scattare le denunce penali”.

Il fenomeno è esteso a tutta la città. Sempre l’anno scorso, in due mesi, i vigili urbani del Gipt avevano effettuato 165 sequestri di falsi documenti, usati anche per varcare la ztl, elevando mille multe e denunciando 22 truffatori. Allora gli investigatori del comandante Carlo Buttarelli ipotizzarono che dietro alla produzione e alla distribuzione di pass irregolari ci fosse la mano “di una vera e propria organizzazione criminale“.  L’assessore comunale alla Politiche sociali, Sveva Belviso, assicura che è già al lavoro per studiare “un inasprimento delle sanzioni amministrative, perché siamo in presenza di azioni illegali indice di grande inciviltà”. Ma le norme contenute nel codice penale già ci sono e permettono di perseguire chi ha contraffatto documenti rilasciati dalla pubblica autorità. I 100 euro di multa, altrimenti, da soli non bastano a scoraggiare i falsi invalidi.

“Auspichiamo – spiega Paola Savina, direttore amministrativo dell’ospedale di Ostia – un incremento dei controlli da parte della Polizia Municipale, controlli che su nostra richiesta fino a prima dell’estate hanno dato ottimi risultati. La latitanza percepita nei mesi estivi certamente motivata dal super lavoro che la Polizia municipale ha dovuto effettuare, ha prodotto nuovamente una grande affluenza di automobili con contrassegni per invalidi, veri o falsi non spetta a noi dirlo. C’è però allo studio – annuncia – l’ipotesi di una delibera aziendale, proposta dall’amministrazione del Grassi concordata con la Polizia Municipale del XIII Gruppo, affinché i carri-attrezzi della Polizia Municipale possano entrare nell’ospedale e rimuovere le auto senza contrassegno in sosta nei posti dedicati agli invalidi. Attivando questa procedura si consentirebbe agli agenti anche di fare i controlli all’interno del parcheggio e multare i trasgressori. Altra ipotesi – propone Savina – è di attivare direttamente con la vigilanza interna dell’ospedale un sistema di rimozione dei veicoli non autorizzati, facendo pagare ai proprietari le spese di rimozione. In questo caso occorre individuare, cosa non semplice, un’area dedicata alle auto rimosse”.

Fonte: Superabile.it, 21-9-10