disabile al volanteAd illustrare le principali modifiche introdotte dal nuovo Codice della strada (Legge n. 120 del 29-7-10, “Disposizioni in materia di sicurezza stradale”) è il presidente dell’Associazione nazionale guida legislazione andicappati trasporti (Anglat), Claudio Puppo, che sottolinea come il nuovo Codice della strada contenga molte delle “indicazioni”, che l’Anglat ha proposto e sostenuto presso i ministeri competenti.

Contrassegno invalidi europeo
Con la modifica dell’art. 74 del D.L. 196/2003 (Regolamento del trattamento dei dati personali – privacy) viene superata l’impasse normativa che ha comportato (per oltre sette anni) moltissimi disagi per i titolari del contrassegno invalidi. Infatti, molti Comuni, applicando impropriamente il citato articolo 74, rilasciavano contrassegni anonimi che non venivano “riconosciuti” dalle forze preposte al controllo del traffico di altri Comuni, per non parlare dei problemi con i quali i cittadini italiani dovevano fare i conti, recandosi all’estero.
Ora, con la modifica del citato articolo 74, si aprono le porte al recepimento della Raccomandazione dell’Unione Europea (n. 8546/98 – fascicolo interistituzionale n. 95/0353 – SYN). Il governo italiano potrà emanare una apposita circolare ministeriale che determinerà la nuova forma fisica del contrassegno disabili europeo, aggiungendo anche l’Italia agli oltre 15 paesi dell’Ue che hanno già adottato questo documento. In tal modo, anche i cittadini italiani con disabilità potranno viaggiare liberamente e tranquillamente negli altri Stati europei e non avere più problemi sul riconoscimento del contrassegno invalidi.
Sul tema degli accessi, invece, i problemi non sono ancora finiti: l’Anglat continua a sollecitare i ministeri competenti, affinché venga inserito, all’interno del contrassegno invalidi, un sistema elettronico che permetta l’accesso in tutti i centri urbani italiani (o zone a traffico limitato), controllati da sistemi elettronici (varchi), senza incorrere impropriamente in una sanzione amministrativa (multa) con conseguente ricorso al prefetto o al giudice di pace.

Permesso di guida a ore
Da sempre, l’Anglat lamenta la discriminazione che si viene a creare, in occasione del ritiro della patente per infrazioni al Codice della Strada, tra il conducente con disabilità e quello normodotato. Pur condividendo il fatto che l’autista con disabilità debba, in ogni caso, rispettare le norme del Codice della Strada, in caso di ritiro patente, le conseguenze per lo stesso sono fortemente penalizzanti.
Infatti, mentre il guidatore normodotato a cui viene sospesa la patente di guida può continuare ad avere una vita pressoché “normale”, il guidatore con disabilità, affetto da grave deficit motorio, perde la propria autonomia, sia per la presenza massiccia di barriere che per l’inacessibilità dei mezzi di trasporto pubblico. Non a caso, molti disabili incorsi in questo provvedimento sono costretti a rimanere “confinati” a casa o, se lavoratori, a utilizzare le proprie ferie, in attesa di riavere la patente di guida (rischiando il licenziamento, qualora il ritiro della patente superi i 30 giorni).
Ora, con l’attuale disposizione, viene colmata questa gravissima discriminazione.

Multe a rate per i meno abbienti
Un altro aspetto che l’Anglat ha sottoposto ai ministeri competenti riguarda il sequestro amministrativo del veicolo, quando il cittadino (con disabilità) non si trova nelle condizioni di pagare le sanzioni amministrative. Ricordiamo che per moltissime persone con disabilità, il veicolo (così come già indicato dalla circolare del ex Ministero del LL. PP. n. 1030 /83) rappresenta un mezzo necessario per la propria deambulazione. Con questa norma, il legislatore accoglie le nostre indicazione, determinando la possibilità di rateizzare le sanzioni amministrative (multe).

Ausili di deambulazione per le persone invalide
Questo problema, fortunatamente, riguarda solo una piccola percentuale di persone affette da grave deficit motorio, in quanto il vecchio Codice della Strada non chiariva se alcuni mezzi di locomozione (es. gli scooter elettrici) fossero classificati veicoli (e quindi dovessero circolare sulla sede stradale come qualsiasi altro mezzo) oppure ausili per la deambulazione (e quindi andare sui marciapiedi e/o percorsi normalmente destinati al traffico pedonale). Ora, la legge 120/2010 chiarisce questo punto, determinando che si tratta di ausili per la deambulazione. Comunque, il legislatore non specifica se questo mezzo, invece di essere utilizzato da una persona invalida, viene usato da una persona “normodotata”, risulta essere sempre un ausilio per la deambulazione. L’Anglat si fa carico di porre un nuovo quesito, affinché non sussistano più dubbi sulla corretta interpretazione.

minicarLinee guida sulla formulazione dei giudizi da parte delle Commissioni mediche locali
Da sempre l’Anglat sta chiedendo ai ministeri dei Trasporti e della Salute di fare corsi di aggiornamento, affinché i componenti delle oltre 120 Commissioni mediche locali (Cml) per le patenti di guida presenti in Italia, nel formulare i loro giudizi abbiano metodologie di valutazione il più possibile coerenti e lineari. Ancora oggi vediamo e viviamo delle situazioni opposte, come alcuni casi di nostri soci che, rivolgendosi a due Cml diverse, dalla prima si sono visti negare l’idoneità alla guida, mentre la seconda Cml interpellata ha riconosciuto che la persona aveva tutti requisiti fisici per ottenere l’idoneità alla guida di un veicolo.
Ora, la legge 120/2010 prevede che i citati ministeri emanino delle linee guida, da destinare ai componenti della Commissione medica locale.

Minicar con la patente
La legge 120/2010 stabilisce che per guidare anche un ciclomotore o un quadriciclo occorre essere in possesso dei requisiti fisici e del “patentino”. Coloro a cui veniva ritirata la patente di guida, per l’assenza dei requisiti fisici per condurre un veicolo, non potranno più condurre un quadriciclo. Questa norma che l’Anglat ha sostenuto, anche se può sembrare impopolare, mira a garantire la massima sicurezza stradale sia per l’autista del mezzo che per i terzi.

Minicar con gli apparecchi di guida
Questo articolo segue la norma precedente. Cioè, se per guidare un autoveicolo la Commissione medica locale aveva prescritto a una persona affetta da grave deficit motorio specifici adattamenti di guida, questi, per logica, devono essere prescritti e installati anche su una minicar o quadriciclo.

Fonte: Press-In – Anglat, 26-8-10