Una persona su sedia a rotelle si presenta al gate dell’aeroporto di Londra e si vede rifiutato l’imbarco sul suo volo per Ginevra perché non accompagnato. Non è l’inizio di una barzelletta o di un racconto di finzione, ma quello che è accaduto a Shuaib Chalklen, sudafricano, relatore speciale Onu per i diritti delle persone con disabilità. E il commissario europeo ai Trasporti, l’estone Siim Kallas, in un rapporto pubblicato la stessa settimana, accusa le compagnie aeree di non rispettare la normativa europea riguardante l’assistenza ai disabili (Regolamento Europeo CE 1107/06, entrato in vigore nell’estate del 2008).
“Non mi è stato permesso l’imbarco perché lo staff medico della Swiss Airlines ha detto che non potevo usare il bagno in maniera indipendente”, ha dichiarato Chalklen. “Penso sia assurdo. Ho viaggiato per tutto il mondo da solo, nonostante sia paraplegico. Problemi simili ne ho avuti spesso, in particolare con Lufthansa. Le leggi ci sono e sono buone”, ha concluso Chalklen, “il problema è farle rispettare”. La compagnia aerea tedesca, da parte sua, ha dichiarato attraverso un portavoce che Lufthansa rispetta tutte le normative in merito all’assistenza a bordo per i disabili e che, se esistono problemi in tal senso, riguardano altri vettori.

Il commissario Kallas, nella sua relazione, ha sottolineato come le compagnie aeree europee confondano la sicurezza col comfort e come manchi la formazione del personale per quel che riguarda l’accoglienza a bordo dei passeggeri disabili. Per il rapporto di Kallas, insomma, l’impossibilità di usare autonomamente un bagno in un volo di un’ora e quaranta minuti non compromette la sicurezza del passeggero e quindi non può essere una ragione per non farlo imbarcare.
Il regolamento europeo prevede circostanze eccezionali per rifiutare l’imbarco, legate appunto alla sicurezza del passeggero stesso e del volo.

Lo European Disability Forum, che ha fatto della libertà di movimento per le persone disabili la sua campagna per il 2011, ha dichiarato in una nota – per bocca del suo presidente, Yannis Vardakastanis – che “l’Unione Europea si è impegnata a garantire la libertà di circolazione a ottanta milioni di persone con disabilità. E’ ora che le promesse vengano trasformate in fatti”.
Chalklen è stato poi fatto volare su un altro volo cinque giorni dopo il primo rifiuto.

Fonte: Redattore Sociale (Maurizio Molinari), 14-4-11