entrata della metroA quasi un mese di distanza dalla tragedia che costò la vita a Giampiero Cassio, il sessantunenne non vedente che lo scorso 15 luglio precipitò tra due vagoni della metropolitana alla stazione Garbatella, il comune di Roma prova a dare una risposta all’accaduto. E lo fa istituendo una commissione che, in Campidoglio, si occuperà dell’abbattimento delle barriere architettoniche e sensoriali e, più in generale, di migliorare i servizi nei confronti delle persone con disabilità.

E’ il tentativo di far nascere del buono da un terribile avvenimento, imparando, anche se con amarezza, da ciò che accadde quel giorno di luglio, di modo tale che possa non ripetersi mai più. Lo ha detto il sindaco Walter Veltroni, che ha voluto che il figlio di Cassio – Simone, 23 anni – sedesse anche lui al tavolo della neonata commissione, insieme alla Consigliera delegata per l’handicap Ileana Argentin e ai presidenti di Atac e metro Calamante e Martinetti. La scelta di Giampiero di far parte della commissione ha aggiunto Veltroni – sarà preziosa per raggiungere l’obiettivo che ci prefiggiamo: garantire l’uso dei mezzi di trasporto pubblico alle persone disabili nella più completa sicurezza. Per raggiungerlo, in tempi brevi, useremo tutte le professionalità presenti nelle nostre aziende e il contributo di chi, come Simone, ha accumulato una grande esperienza nella cura del padre.

L’obiettivo del provvedimento è tanto ambizioso quanto importante: garantire, entro il 30 settembre, la sicurezza delle persone con disabilità alle fermate dei bus Atac e presso le stazioni della metropolitana. Stazioni che attualmente, non sono, o sono soltanto in parte, accessibili e sicure. Come ha dimostrato il sopralluogo eseguito, il 6 agosto, dall’équipe di consulenti voluta dal pm Maria Bice Barborini, titolare dell’inchiesta: la stazione Garbatella è risultata priva di percorso per non vedenti, mentre – nota la sezione provinciale romana dell’Unione italiana ciechi – anche la presenza di adeguate protezioni negli spazi aperti tra un vagone e l’altro avrebbe potuto evitare l’incidente.

Entro novanta giorni gli esperti – gli ingegneri Silvano Torvini e Paolo Frezza e il geometra Massimo di Filippo – dovranno consegnare al magistrato i risultati della perizie. Inoltre, si sta esaminando il contenuto delle registrazioni delle telecamere e procedendo ad una valutazione circa la conformità delle misure di sicurezza presenti a quanto stabilito dalla legge 626 e da quella in materia di trasporti pubblici e persone non vedenti.