Barriere architettoniche, se non ci sono le crea la malagestione comunale. E il metrò, per chi fatica a camminare, è costretto in una sedia a rotelle, o ha una carrozzina, diventa terreno vietato. Di questi tempi a Milano c’è l’epidemia delle scale mobili in metropolitana rotte: in panne da mesi, sono off limits per i disabili, gli anziani e le mamme con carrozzina. In difficoltà anche chi soffre di qualche acciacco momentaneo. Quella delle scale fuori uso, o degli ascensori guasti, indispensabili per i passeggeri che hanno problemi di deambulazione, è una situazione ormai emergenziale: anziché trasportare i viaggiatori ai convogli sono immobili, guaste in eterno, spesso delimitate da una catena dell’Atm per indicare il disservizio.
Disabili e nonnini si ritrovano davanti a quei maledetti gradini degli scaloni normali, che spesso non riescono a percorrere su e giù. Sono alcune decine – almeno 30 – le fermate in cui gli impianti mobili non funzionano, sia in centro che in periferia: a Sesto, capolinea della rossa, Cologno Centro, Cordusio, stazione di snodo superaffollata, Palestro, Porta Venezia, Lima, Precotto, Cairoli, Pagano, Moscova, Porta Genova, Sant’Ambrogio, Sant’Agostino. Non c’è distinzione fra le tre linee del metrò, la rossa, la gialla, la verde, perché sono tutte coinvolte dalla pandemia delle scale mobili ferme.
Sembra un virus contagioso. La colpa è dell’età delle strutture, che hanno alle spalle oltre 40 anni di onorata carriera e che non hanno solo bisogno di una piccola revisione ma di essere smontate e cambiate.
Nelle ore di punta le scene di panico e di forte arrabbiatura sono frequenti: immaginiamo lo sconforto di una persona con disabilità che si ritrova a non sapere cosa fare per raggiungere i treni. Qualcuno, visibilmente scoraggiato, si arrende. Qualcun altro rischia una rovinosa caduta, nella speranza che i pendolari frettolosi lo aiutino o per lo meno lo schivino nel suo procedere a lumaca.
Chi dovrebbe avviare le riparazioni? Non è responsabilità di Atm – spiegano dall’azienda milanese – alla quale spetta solo la manutenzione ordinaria e che avrebbe segnalato a più riprese la questione a Palazzo Marino, perché alcuni casi sono per l’azienda drammatici. Ed è proprio il Comune, incaricato della manutenzione straordinaria, a dover provvedere alla sistemazione delle scale.
Prima però occorre trovare i fondi: servirebbero circa 12 milioni di euro e 3 sono stati già stanziati a gennaio per alcune stazioni della rossa e della verde, ma i tecnici non si sono ancora visti. Questione di giorni? L’assessore alla mobilità, Pierfrancesco Maran, sceglie di non commentare.

Fonte: Disablog.it – www.leggo.it (Michela Corna), 10-4-12