I pendolari del Malpensa Express delle 7.34 – il treno che collega l´aeroporto di Varese a Milano – non viaggiano più sereni come un tempo. Salgono a bordo, ma non sanno quando arriveranno.
Soppresso quattro volte negli ultimi mesi, il loro convoglio sembra infatti vittima di un ‘sortilegio’ meccanico che si verifica sempre nello stesso posto e alla stessa ora. Ovvero quando prova a salire a bordo un passeggero con disabilità e il sistema per la salita e la discesa delle carrozzine, puntualmente, si blocca.
L´ultimo episodio in ordine cronologico risale a venerdì 2. Ore 7.55, fermata Busto Arsizio. Le porte si aprono, alcuni passeggeri scendono, altri salgono. Tra chi cerca di guadagnarsi un posto sul treno c´è anche un passeggero in carrozzina che, come gli altri pendolari, tutti i giorni prende quel treno. All´inizio la situazione sembra sotto controllo: la porta scorrevole della carrozza si apre, la predella esce fuori, il passeggero riesce a salire.
Ma al momento di rientrare, lo scivolo non ne vuol sapere. I telefonini squillano, il personale si agita, i pendolari si innervosiscono. Ma non c´è niente da fare: il treno rimane fermo. Alla fine tutti i passeggeri vengono fatti scendere e invitati a salire sul treno successivo, quello diretto a Novara che arriva dieci minuti dopo. Ma la domanda che si pongono, è sempre la stessa: “Perché non la riparano, quella maledetta predella?”.
Dal gestore della ferrovia Trenord sanno e si scusano. “Chi era sul treno è sceso e ha preso il successivo in direzione Novara che è passato pochi minuti dopo – hanno fatto sapere dall´ufficio stampa – il disagio, quindi, è stato limitato. Il sistema elettronico è molto delicato e il viaggio è stato soppresso per ragioni di sicurezza”. Evidentemente, è il piccolo prezzo da pagare per una buona assistenza agli utenti con disabilità: ogni anno sulle linee della società vengono infatti assistiti circa 1500 passeggeri con disabilità.

Fonte: Press-In – La Repubblica (Luca De Vito), 7-9-11