Si faccia bene attenzione a queste due prescrizioni: “La nave ha un limitato numero di cabine equipaggiate per le persone disabili. Non tutte le aree e i servizi sono accessibili ai disabili! (sic! Proprio con il punto esclamativo finale, quasi a significare: “Attenzione, disabili, questo non dimenticatelo!”, N.d.R.)” e “I passeggeri costretti all’uso della sedia a rotelle, dovranno portarla e questa dovrà rispettare le dimensioni standard. Dovranno inoltre essere accompagnati da persona abile ad assisterli”.
Ebbene, sono due dei punti contenuti nel contratto di vendita del biglietto di una Crociera MSC (titolo: Condizioni di salute e capacità a viaggiare), che già da soli basterebbero a far discutere, considerando che la compagnia – pur avendo la propria sede societaria in Svizzera e battendo bandiera panamense – dichiara di “applicare la Legge Italiana, nelle Condizioni di Trasporto Standard” e pensando ad esempio all’articolo 26 del DPR 503/96, sui servizi di navigazione marittima, o all’indubbia discriminazione operata nei confronti di chi, pur usando la carrozzina, è magari autosufficiente e non si capisce quindi perché – se non per il fatto che la nave appunto non è accessibile in ogni sua parte – debba essere accompagnato da qualcun altro.

Ma purtroppo non è tutto, è molto peggio, come ci segnala una coppia di Lettori, entrambi con disabilità motoria, in riferimento al loro recente desiderio di intraprendere una crociera nelle isole greche, proprio con MSC. Infatti, dopo essersi recati in agenzia, per prenotare il viaggio, tramite quest’ultima la compagnia richiede loro, “come semplice formalità”, le schede tecniche degli ausili usati, nonché un certificato medico di idoneità al viaggio.
Soddisfatte queste altre discutibili pretese, arriva un ulteriore ostacolo da superare: c’è da firmare anche una Liberatoria Imbarco ove si scrive tra l’altro: “Ho richiesto l’imbarco per la sotto indicata crociera, pur essendo consapevole che la motonave è dotata di strutture ed attrezzature mediche decisamente limitate, che, pertanto, potrebbero risultare tecnicamente inadeguate al trattamento della patologia di cui sono portatore e delle relative possibili complicazioni. [...] Sono stato informato della facoltà comunque riservata al Comandante su parere del Medico di bordo della motonave di rifiutare, a sua esclusiva discrezione, il mio imbarco, ovvero a disporre in qualunque momento ed in qualunque porto il mio sbarco a mie spese, qualora il mio stato di salute non risulti compatibile con il viaggio in crociera. [...] Dichiaro, pertanto [...] di aver deciso in tutta consapevolezza di richiedere l’imbarco, accettandone i relativi rischi ed esonerandone fin d’ora la MSC Crociere S.A., i suoi agenti, assicurati, assicuratori, armatori, il comandante e i membri dell’equipaggio della motonave [...] da ogni responsabilità civile e/o penale connessa al verificarsi di emergenze mediche relative alla patologia di cui sono portatore…”.
Il tutto concluso da un “mini-questionario”, con la richiesta di precisare quale sia la propria patologia, le attrezzature e le cure necessarie e il tutto, ovviamente, richiesto solo alle persone con disabilità “visibile” e “non certo ad altri passeggeri, magari portatori di malattie invalidanti che non necessitano di accessibilità nella fruizione di spazi e servizi, ma possono pure essere importanti per le condizioni di salute”, come rileva Giampiero Griffo di DPI (Disabled Peoples’ International).

A questo punto, dopo avere interpellato il legale della compagnia, che dichiara trattarsi soltanto di “un’informativa cautelativa” – per altro assolutamente non prevista dalle Condizioni di salute e capacità a viaggiare – il nostro Lettore replica che in realtà questa è una “Liberatoria – come dichiara la sua stessa intestazione – che solleva MSC da qualsiasi responsabilità e in più autorizza la facoltà del medico di decidere anche lo sbarco in qualsiasi porto a nostre spese, in caso di emergenza. Ma nel biglietto non è compresa un’assicurazione che copre anche le eventuali spese mediche? Per le persone disabili questo non vale?”. Rinuncia quindi al viaggio e valuta le azioni da intentare nei confronti di MSC, a partire da una probabile lettera di diffida.
“L’elemento discriminatorio – sottolinea ancora Griffo – risulta innanzitutto dal trattamento differente rispetto agli altri passeggeri e prima ancora di arrivare alla Liberatoria richiesta, va detto che l’informativa sull’accessibilità della nave e sui servizi collegati alla crociera dovrebbero essere forniti dalla Compagnia prima della prenotazione e nel caso di inaccessibilità di essi, scalati dal prezzo del biglietto, in quanto non fruibili”. Infine, un quesito: “Su quali criteri si basa la procedura di accertamento delle condizioni di inidoneità a viaggiare? Non è troppo generica e quindi soggetta ad arbitrio discriminatorio?”.

Crediamo che in base alla Legge 67/06, che tutela le persone con disabilità vittime di discriminazioni, ma anche in base alle norme che garantiscono la privacy, il nostro Lettore potrà certamente farsi valere, ma c’è anche chi ha scritto semplicemente – ricordando casi analoghi verificatisi di recente sempre con MSC Crociere – che quest’ultima “da un po’ di tempo a questa parte, sembra stia facendo di tutto per non avere passeggeri con disabilità a bordo“. Che sia proprio così? Lo capiremo dagli sviluppi di questa e di altre vicende simili.

Fonte: Superando (S.B.), 5-4-11