toyota priusE prima che il Congresso Usa approvi una legge che punisca chi non adotta una soluzione “sonora” al problema.
La prima a prendere il toro per le corna è General Motors: la casa automobilistica sta lavorando con la Federazione nazionale dei ciechi, la più grossa associazione di non vedenti negli Usa, per un allarme sonoro che indichi il sopraggiungere delle sue vetture elettriche alle persone che non vedono, ma anche a pedoni distratti (magari dalle cuffie della musica) o a ciclisti altrettanto silenziosi.
Quindi, il primo veicolo che si farà notare grazie a un impianto sonoro artificiale sarà la Volt del brand Chevrolet, in arrivo a fine 2010. “Vogliamo che sia il suono di un educato ‘permesso’ e non un volgare ‘ehi, fate largo’ di un’auto smarmittata”, ha detto il capo degli ingegneri del progetto, Andrew Farah.
Intanto, il Congresso americano sta valutando l’approvazione del “Pedestrian safety enhancement act”, che obbligherebbe i produttori di auto ibride o elettriche a dotarsi di un sistema di allerta sonoro. Ad aggravare le cose per le case automobilistiche è stata la National highway traffic safety administration che un mese e mezzo fa ha dichiarato che “pedoni e ciclisti vengono travolti da veicoli elettrici o ibridi con frequenza in proporzione maggiore che non dalle auto normali”.
È d’accordo anche il presidente dell’Associazione dei non vedenti, Marc Maurer, che sostiene di aver raccolto numerose testimonianze di incidenti. “Quello che vogliamo – ha dichiarato – è che tutte le auto elettriche o ibride emettano un suono analogo e riconoscibile anche dalle persone non vedenti”.
Il cambiamento di passo nel mercato Usa coinvolge anche numerosi produttori stranieri, soprattutto in Giappone. In questo paese, infatti, vengono realizzate auto ibride come quelle di Toyota e Honda, o totalmente elettriche come la futura Leaf di Nissan. Toyota e Nissan stanno lavorando per trovare soluzioni analoghe a quelle di GM.
All’orizzonte c’è la possibilità che venga definito uno standard comune dalla maggior parte dei membri del “club elettrico”. Con un’eccezione. È la piccola californiana Tesla, che produce un bolide elettrico super-sportivo da 120mila dollari che fa gli 0-100 in 3,4 secondi, costruito su telaio della Lotus. “I nostri clienti la comprano anche perché possono andare a 200 all’ora sentendo solo il rumore del vento e delle ruote che carezzano l’asfalto”. Per loro, niente “brumbrum” artificiale.

Fonte: Press-In – Il Sole 24 Ore (Antonio Dini), 27-11-09