Le compagnie aeree non amano la cattiva pubblicità

Vincenzo Russo è un “passeggero abituale”, nel senso che utilizza di frequente il mezzo aereo per spostarsi. Si muove in Italia e all’estero e fino alle vacanze di Pasqua del 2009 non aveva mai avuto nessun tipo di problema a questo proposito. È una persona con disabilità, che utilizza la carrozzina, ma che non ha bisogno di accompagnatori durante il volo, non assume farmaci ed è in grado di mangiare, bere e recarsi al bagno autonomamente. L’unica fase in cui necessita di assistenza è quella della salita e discesa dall’aeromobile, per via delle scale. Fase, tiene a sottolineare, di competenza dell’aeroporto e non della compagnia aerea.

Ma che cosa è successo durante le vacanze di Pasqua del 2009?
Da Milano, dove abito, mi sono recato a Napoli per qualche giorno, in visita a mia madre. Ho prenotato online un biglietto con la EasyJet e ho volato tranquillamente fino a Napoli, come tutte le altre volte. Quando però, qualche giorno dopo, mi sono presentato all’aeroporto di Napoli per il volo che mi avrebbe riportato a casa, è successa una cosa inaspettata.
Fino a quel momento non aveva mai incontrato nessun tipo di problema?
Mai. Volo spesso e mi era già capitato di volare proprio con EasyJet senza intoppi. Fino a quel momento non mi era mai neppure stato chiesto se avevo con me un accompagnatore. Invece, la hostess di terra incaricata di farmi la carta d’imbarco a Napoli quel giorno mi pose proprio quella domanda. Non solo. Di fronte alla mia risposta negativa replicò che ero tenuto ad essere accompagnato.
Come mai, secondo lei, è accaduto questo?
Disinformazione, credo. La donna non sapeva come comportarsi. Forse non le era mai capitata una situazione simile prima di quel momento. Tanto che alla fine decise di farmi arrivare comunque all’imbarco, con l’intenzione di confrontarsi con il comandante. Io ero arrabbiato. Dicevo: “Scusate, o avete sbagliato all’andata e mi avete fatto volare senza le condizioni di sicurezza, oppure state sbagliando adesso a mettere in discussione la mia possibilità di salire a bordo, perché la situazione è identica”.
E il comandante come si è comportato?
Non sono riuscito a parlargli. Hanno comunicato con lui al telefono e io più volte ho chiesto di incontrarlo, ma non me l’hanno nemmeno passato. Non ha voluto confrontarsi con me. A quel punto ero arrabbiatissimo. Stavo vivendo un’umiliazione personale, una forma grave di discriminazione.
È riuscito a tornare a Milano quel giorno?
Sì ma non con EasyJet. Loro si sono rifiutati di imbarcarmi e non mi hanno neppure restituito il prezzo del biglietto. Ho dovuto acquistare un altro biglietto per un volo che partiva tre ore dopo con la compagnia Lufthansa, con la quale non ho avuto problemi.
Fino a questo punto la sua storia sembra del tutto identica a quella da noi raccontata della passeggera francese lasciata a terra da EasyJet (nell’articolo seguente, NdR). Nel suo caso, invece, come sono proseguite le cose?
Una volta atterrato a Milano mi sono recato da un amico avvocato e abbiamo agito subito. Abbiamo preparato una lettera in cui chiedevamo un indennizzo di 10.000 euro, altrimenti saremmo ricorsi al tribunale e avremmo denunciato la vicenda agli organi d’informazione.
Alla donna francese la compagnia ha risposto che per motivi di sicurezza il suo volo senza accompagnatore non poteva essere effettuato. Nel suo caso invece?
Nel mio caso, invece, questa stessa compagnia non ha voluto arrivare alle aule di tribunale e ha proposto il pagamento di un rimborso di 5.000 euro, proposta che ho accettato perché l’ho ritenuta ragionevole.
Ma EasyJet ha ammesso di avere sbagliato?
No, anche se nella lettera di accompagnamento dell’assegno c’è in effetti un riferimento a una situazione ambigua che si era creata tra il personale di terra. Però il pagamento di una somma di denaro (la metà di quanto avevamo chiesto, ma avevamo di proposito avanzato una richiesta eccessiva) dimostra che la compagnia era consapevole di avere torto.
Personalmente ritiene che la sua presenza in aereo senza accompagnatore sia in conflitto con le regole sulla sicurezza?
Certo che c’è un problema di sicurezza. Non mi alzo dal sedile tanto velocemente quanto gli altri né deambulo altrettanto agilmente. Ma bisogna capire di cosa stiamo parlando. Anche una donna incinta, un uomo anziano, un passeggero con una gamba fratturata o cardiopatico possono causare lo stesso tipo di rallentamenti.

Il “caso Russo”, quindi, è da tenere bene a mente: le compagnie aeree non amano la cattiva pubblicità ed essere accusati di discriminazione è sicuramente una cattiva pubblicità. È importante saperlo, nell’attesa di una normativa specifica più severa e precisa o almeno di una sentenza passata in giudicato che sancisca il diritto delle persone con disabilità ad usufruire del mezzo aereo a parità di trattamento con tutti gli altri.

Fonte: Superando.it (Barbara Pianca),  21-7-10


Francia. Aperta inchiesta per rifiuti all’imbarco

Il governo francese ha chiesto alla Direzione generale dell’aviazione civile (Dgac) l’apertura di un’inchiesta sulla compagnia aerea low cost Easyjet, che per due volte ha rifiutato di imbarcare persone con disabilità sui suoi voli.
L’ultimo caso è di una donna francese che ha denunciato la società. accusandola di averle impedito di salire su un aereo poiché portatrice di handicap. “L’assistente di volo, su ordine del comandante e nonostante le lamentele dei passeggeri, non ha voluto farmi salire sull’aereo perché non potevo muovermi da sola”, ha raccontato Marsye, la donna protagonista del fatto, all’agenzia France Presse.
Dopo esserle stato impedito di salire sull’aereo diretto a Ginevra, la donna – che non ha voluto rendere noto il suo cognome – ha spiegato di aver preso un altro volo della stessa compagnia il giorno successivo accompagnata dal figlio e che la Easyjet le avrebbe comunque fatto pagare un altro biglietto. “La persona che aveva prenotato i miei biglietti aveva messo in chiaro che sono paraplegica e ne avevano preso nota, perché allora mi hanno rifiutata all’ultimo minuto?”, ha domandato la donna. Maryse ha detto di aver denunciato l’accaduto all’osservatorio francese sulle discriminazioni.

Una portavoce della compagnia, Elisabeth Le Gall, ha spiegato: “Le normative europee ci obbligano a evacuare gli aerei in novanta secondi, quindi siamo autorizzati a chiedere a chi ha bisogno di assistenza di essere accompagnato per assicurare la sicurezza delle persone e dei passeggeri”. Per la portavoce della Easyjet “deve essersi trattato di un malinteso quando è stata fatta la prenotazione: in quanto disabile, era necessario che fosse accompagnata”.

Un caso simile era avvenuto nel mese scorso, quando a un uomo era stato vietato di salire su un aereo della stessa compagnia da Biarritz a Parigi poiché non accompagnato. La presidente dell’osservatorio francese sulle discriminazioni, Jeanette Bougrab, ha detto che una compagnia aerea “non ha il diritto di rifiutare un passeggero a causa della sua disabilità” e ha assicurato che “tra settembre e ottobre l’osservatorio chiederà al governo di chiarire il regolamento europeo per evitare questa inaccettabile situazione”.
Il governo di Parigi ha comunque chiesto alla Dgac di aprire un’inchiesta, il che – secondo il ministro dei Trasporti Bussereau – permetterà di applicare sanzioni severe se Easyjet dovesse avere torto.

Fonte: Press-In – SuperAbile.it, 19-8-10