Una donna romana invalida al 100% con problemi di cuore e insufficienza respiratoria ha denunciato di essere stata maltrattata in aereo dagli assistenti di volo di EasyJet. Regole rispettate, solo un’incomprensione, replica la compagnia.

“Sono tornata in Italia domenica 6 giugno con un volo Lisbona-Roma della compagnia EasyJet – ha raccontato la donna -. Non avendo necessità della carrozzella, ho chiesto al check-in assistenza per avere un posto in prima o al massimo in seconda fila per i miei problemi di insufficienza respiratoria e talvolta attacchi di panico. Non sapevo infatti che questa compagnia non assegnasse i posti prima di salire sull’aereo. Pur avendo ottenuto un codice che mi assicurasse la priorità di imbarco, ci hanno fatto salire tutti insieme, dunque non ho trovato posto, essendo più lenta degli altri.
“Ho chiesto gentilmente alla responsabile di bordo di poter avere un posto comodo per le mie esigenze e me lo ha negato – ha detto ancora la donna – Ho fatto anche vedere il codice di priorità ma non è servito a nulla. Così ho chiesto di parlare con il comandante il quale inizialmente sembrava ben disposto ad aiutarmi, ma dopo avere parlato con la responsabile di bordo, ha cambiato idea dicendomi che avevo l’alternativa di sedermi dove trovavo posto o quella di scendere. Ho dovuto ‘ingurgitare’ 25 gocce di valium che fortunatamente porto con me per affrontare 3 ore di volo, trascorse con dolori e crampi. Una volta arrivati volevo denunciare la mancata assistenza ma non esiste un ufficio reclami della compagnia”, ha concluso la donna.
“Siamo rammaricati che si sia creata una situazione di incomprensione con la signora – ha commentato EasyJet – Vogliamo però sottolineare che il codice ‘SA’ (Special Assistance), richiesto dalla signora al banco check-in, non garantisce il posto assegnato, poiché a bordo dei voli EasyJet la scelta dei posti è libera. In seguito alle proteste della signora – prosegue EasyJet – il personale di cabina le ha educatamente spiegato che il codice assegnatole dava solo la priorità a salire a bordo e non il diritto a sedersi in prima fila, i cui posti erano già stati occupati da altri passeggeri. Dopo ripetute lamentele da parte della signora, il personale EasyJet ha spiegato che qualora non avesse desiderato sedersi nei posti disponibili l’unica alternativa sarebbe stata abbandonare l’aereo“.

Fonte: www.ilmessaggero.it, 11-6-10