La denuncia arriva da Roma e corre dritta sui binari fino a Pescara. Anzi a dire la verità il problema è proprio questo: non corre affatto o almeno non lo fa per le persone con disabilità. Sembra proprio che per le persone in carrozzina e non solo sia impossibile raggiungere Pescara e viceversa se l’intenzione è quella di partire o arrivare alla stazione Tiburtina, sia essa quella ferroviaria o quella dei pullman.
A segnalarlo è un cittadino romano: Giuseppe Greco. Lui vive a Roma e accudisce una persona con disabilità che viaggia spesso da Roma a Pescara ma che, purtroppo, è costretta dal luglio scorso a pagare un’auto privata per poter compiere il viaggio. Com’è possibile? La risposta è semplice: barriere architettoniche. Ciò che lascia stupiti non è soltanto il fatto che non si sia provveduto ad eliminarle, ma che non lo si sia fatto neanche dopo il restyling della stazione Tiburtina.
“E’ andata bene fino a quando i treni sono partiti da Termini, ma quando hanno ripristinato la tratta dalla stazione Tiburtina prendere il treno è impossibile visto che i binari sono raggiungibili solo con le scale e non ci sono ascensori“. Il signor Greco racconta di aver fatto presente la situazione a chi di competenza, ma senza ottenere alcuna risposta. Se ciò fosse vero probabilmente a fronte delle difficoltà di una persona con disabilità costretto su una carrozzina ci sarebbero anche quelle uditive di chi dovrebbe risolvere il problema.
Con i pullman non va meglio – prosegue il signor Greco – tutti quelli che viaggiano tra Pescara e Roma, ovvero Arpa, Di Febo Capuani, Di Fonzo, Prontobus e Di Carlo, non sono attrezzati per i portatori di handicap“. Una denuncia, ma anche una richiesta perché si riescano ad abbattere finalmente le barriere architettoniche, quelle fisiche e quelle mentali.

Fonte: Disablog.it – www.quotidianodabruzzo.it, 23-12-11