volante di autovettura con cerchiello Di Carlo Giacobini  *

La Finanziaria interviene anche a proposito delle note agevolazioni di cui possono fruire le persone disabili nell’acquisto di un veicolo destinato alla loro mobilità. L’intento – a nostro avviso del tutto inefficace oltre che sperequativo – è quello di evitare elusioni.
La Legge Finanziaria precisa che “le agevolazioni tributarie e di altra natura relative agli autoveicoli utilizzati per la locomozione dei soggetti di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, con ridotte o impedite capacità motorie, sono riconosciute a condizione che gli autoveicoli siano utilizzati in via esclusiva o prevalente a beneficio dei predetti soggetti”.
È quasi superfluo sottolineare l’inapplicabilità di questa enunciazione. Come si accerterà l’uso esclusivo o prevalente?

Più perentorio e operativo appare invece il comma successivo, che recita: “In caso di trasferimento a titolo oneroso o gratuito delle autovetture per le quali l’acquirente ha usufruito dei benefici fiscali, prima del decorso del termine di due anni dall’acquisto, è dovuta la differenza fra l’imposta dovuta in assenza di agevolazioni e quella risultante dall’applicazione delle agevolazioni stesse. La disposizione non si applica per i disabili che, in seguito a mutate necessità dovute al proprio handicap, cedano il proprio veicolo per acquistarne un altro su cui realizzare nuovi e diversi adattamenti”.
La norma contenuta nella Finanziaria impedisce in sostanza al disabile, o al suo familiare, che abbiano acquistato un veicolo “agevolato”, di rivenderlo nell’immediato, a meno che non abbiano necessità di altri adattamenti, pena la restituzione dei benefici ottenuti.
La valenza discriminatoria di questa indicazione si accompagna con la non considerazione della normativa già vigente. Come si ricorderà, infatti, già oggi non è possibile ottenere nuovamente i benefici prima che siano trascorsi quattro anni dal precedente acquisto agevolato.
Inoltre, la norma crea disparità tra le stesse persone con disabilità: il testo si riferisce infatti, in chiusura del comma citato, a «nuovi e diversi adattamenti». A tal proposito va ricordato che non tutte le persone con disabilità necessitano di adattamenti sui veicoli e che lo stesso Legislatore non impone a tutti l’obbligo di adattare il veicolo quale condizione per accedere ai benefici fiscali.
Per l’applicazione operativa della norma, e per le quantomai opportune chiarificazioni, è ora necessario attendere le circolari dell’Agenzia delle Entrate.

* Responsabile del Centro per la Documentazione Legislativa dell’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare

(Articolo pubblicato per gentile concessione del sito HandyLex – www.handylex.org)