palina di fermataIl Comune di Roma è stato condannato perché le fermate degli autobus non sono accessibili alle persone con disabilità motoria. Il Tribunale civile di Roma in primo grado ha condannato il Campidoglio per ‘condotta discriminatoria’ nei confronti di una persona su sedia a rotelle che aveva fatto causa due anni fa perché non riusciva a prendere i mezzi pubblici.
Tutto risale al 2009 quando Gustavo Fraticelli, persona con disabilità e co-presidente dell’associazione Luca Coscioni (che ha curato l’aspetto legale della questione), fece causa al Comune di Roma perché, secondo uno studio condotto dalla sua associazione (la campagna No escort – Disabili sul bus senza accompagnatori), è risultato che nel centro storico solo il 10 per cento di 460 fermate di bus erano ‘accessibili’. Dopo due anni è arrivata la sentenza del Tribunale che si basa sulla legge 67 del 2006 che prevede un’apposita azione a favore della persona con disabilità che ritiene di aver subito una discriminazione diretta o indiretta. E lo scorso novembre alcune persone su sedia a rotelle mobilitati dall’associazione verificarono che anche la sistemazione della nuova piazza San Silvestro non prevedeva scivoli e facilitazioni per i non deambulanti.

Il giudice ha condannato il sindaco di Roma a pagare un risarcimento di 5 mila euro, più rimborso delle spese legali (2.500 euro), a Gustavo Fraticelli e ha ordinato la pubblicazione della sentenza sulle pagine romane di un quotidiano (a spese del Comune) e la realizzazione, entro 12 mesi, di un piano per la messa a norma dei marciapiedi di via Cernaia, passeggiata di Ripetta, piazza Fiume, via Veneto e via dei Cerchi (le fermate degli autobus prese in oggetto dalla causa).

“Devo assolutamente ammettere che si tratta di una sentenza giusta“. Così il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha commentato la sentenza del Tribunale civile che ha condannato il Comune per le fermate degli autobus inaccessibili alle persone con disabilità. La battuta del sindaco lascia intravedere la possibilità che il Comune di Roma scelga di non appellarsi contro la sentenza.
“Rispettiamo la decisione del Tribunale civile di Roma – dice l’assessore alla Mobilità Antonello Aurigemma – e ci attiveremo affinché si ottemperi al più presto alle prescrizioni della sentenza: è una priorità di questa Amministrazione continuare a lavorare per rendere la nostra città sempre più fruibile da parte di tutti coloro che hanno delle disabilità”. Vale la pena di ricordare ad esempio – continua Aurigemma – che Atac sta effettuando lavori di riqualificazione su 34 capolinea, proprio nell’ottica di una più agevole accessibilità, e che sui nuovi mezzi della flotta di Roma Tpl sono montati sistemi adeguati alle richieste delle associazioni dei disabili. Ovviamente, anche considerando le peculiarità urbanistiche e architettoniche della nostra città, di lavoro da fare ce n’é ancora molto e la sentenza di oggi va presa come uno sprone a fare di più e più in fretta”.

La sentenza contro il Comune di Roma è stata ovviamente ripresa dall’opposizione in Campidoglio, che ha sottolineato le carenze dell’amministrazione comunale nel garantire il diritto alla mobilità alle persone con disabilità. Il vicepresidente delle Commissione Politiche Sociali e consigliere Pd Daniele Ozzimo, dicendosi pronto ad un confronto con il delegato del sindaco per la disabilità, Antonio Guidi, afferma che la reazione giusta alla sentenza è quella di “scelte chiare nel prossimo Bilancio e atti ed interventi concreti in netta discontinuità rispetto a quattro anni di totale lassismo della Giunta rispetto alle problematiche che riguardano le persone con disabilità”.
Ozzimo parla di “totale disinteresse” verso le problematiche della disabilità, e denuncia che “in quasi quattro anni non c’è stato nessun programma di abbattimento delle barriere architettoniche, nessuna strategia di rilancio del Piano Cittadino delle residenzialità rivolte a persone disabili non autosufficienti (54 case famiglia ferme al 2007 nel numero come nell’adeguamento tariffario, nonostante la battaglia in occasione dell’approvazione del Bilancio 2011 vinta dall’opposizione per incrementare gli stanziamenti di 1,8 Mln), e enormi difficoltà ad adeguare il Comune di Roma a quanto disposto dalla legge 68/1999 sull’inserimento mirato delle persone disabili al lavoro”, tema sul quale qualche passo avanti è stato fatto negli ultimi mesi sotto la spinta dell’opposizione e delle associazioni di settore.

Per il segretario dei Radicali Italiani Mario Staderini si tratta di “una sentenza clamorosa che apre la strada ad una nuova stagione per i diritti dei disabili e il miglioramento delle loro condizioni. Questo è un insegnamento per il sindaco – ha aggiunto – che invece di trattare problemi quotidiani si occupa di inutili beghe politiche. Dico una cosa ad Alemanno: questa sentenza non deve essere appellata perché sarebbe una vergogna. Inoltre – ha concluso Staderini – denunceremo Alemanno alla Corte dei Conti per danni erariali. Perché dobbiamo pagare ora noi cittadini per le mancanze di quest’amministrazione?”.

“Con la condanna nei confronti del Campidoglio viene finalmente riconosciuto il diritto alla mobilità per tante persone che in questi ultimi anni si sono viste negare l’accessibilità ai mezzi di trasporto pubblico a causa di barriere architettoniche verso le quali la giunta Alemanno si è dimostrata indifferente”, ha incalzato la deputata del Pd Ileana Argentin, membro della Commissione Affari sociali della Camera ed esponente dei democratici romani. “Ci chiediamo che fine abbia fatto il programma, avviato dalla precedente giunta comunale, per adattare le banchine delle fermate Atac e renderle funzionali per l’accesso agli autobus dei disabili in sedia a rotelle – continua Argentin – E che fine hanno fatto i mezzi Atac acquistati pochi anni fa e dotati di pedane per l’accessibilità ai disabili. La capitale, purtroppo, registra l’ennesimo triste primato come città a scarsissima accessibilità per i disabili e dove ormai è diventata un’impresa l’utilizzo dei mezzi pubblici anche per le mamme con i passeggini e per gli anziani con problemi di deambulazione. Per non parlare, poi, dei cartelloni pubblicitari spuntati come funghi anche alle fermate degli autobus e che di fatto rendono difficile la mobilità restringendo gli spazi di accesso alle banchine. La sentenza del tribunale conferma come con la giunta Alemanno, purtroppo, si è fatto più di qualche passo indietro sulla rimozione delle barriere architettoniche, facendo precipitare la capitale in fondo alle classifiche per l’accessibilità alle persone con disabilità”.

“La condanna nei confronti della giunta Alemanno è chiara. Nei quattro anni è stato fatto quasi nulla per rendere accessibile i mezzi pubblici ai disabili – ha osservato il senatore del Pd Roberto Di Giovan Paolo, dirigente del partito a Roma – Tutti quanti ci cospargiamo il capo di cenere per non aver reso Roma una città davvero europea sul fronte dei diritti dei disabili. Ma quattro anni di giunta Alemanno sono davvero passati invano, su questo come su altri aspetti. Questa giunta non ha un progetto per la città”.

Ricordiamo che recentemente anche a Milano e Torino le aziende dei trasporti pubblici sono state condannate per discriminazione, e che il Comune di Roma aveva già subito una condanna per l’inaccessibilità di metro e autobus pochi mesi fa.  

Fonte: La Repubblica, 15-3-12; Superabile.it, 16-3-12