trenoIn viaggio da Roma a Milano per confrontarsi per la prima volta nella storia con l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato: i presidenti delle principali associazioni rappresentative delle persone con disabilità hanno viaggiato la mattina del 24 ottobre verso Milano con l’obiettivo di incontrare Mauro Moretti, al quale hanno presentato richieste e speranze per il miglioramento delle condizioni di mobilità delle persone con disabilità. L’occasione, quasi un pretesto, è stata la presentazione della Sala Blu della stazione di Milano: una delle 14 che in tutta Italia gestiscono i servizi offerti alle persone con mobilità ridotta. Minimo comune denominatore: la soddisfazione per un incontro ‘ai massimi livelli’ che porta rassicurazioni su un processo decisionale che in futuro possa portare a decisioni concrete capaci di diventare realmente operative.
I presidenti occupano un’intera carrozza del Frecciarossa che unisce la capitale al capoluogo lombardo. Sei ore complessive di viaggio, fra andata e ritorno, e 40 minuti di incontro con Moretti. “Occasione da non perdere”, è l’opinione comune. “Incontro storico”, fanno notare in molti. E la soddisfazione per l’evento è grande tanto quanto le aspettative che tale incontro genera. Nei prossimi mesi la collaborazione auspicata da tutti sarà resa effettiva. Le associazioni incassano la disponibilità di Fs e traggono importanti conseguenze.

“Ho esperienza di tavoli con le Fs da oltre 27 anni: passi avanti ne sono stati fatti moltissimi e oggi possiamo dire che tra tutti i vettori, le Ferrovie sono all’avanguardia per i risultati raggiunti”. Bruno Tescari (Fish) racconta che “anche in passato abbiamo avuto opinioni diverse ma alla fine abbiamo sempre trovato una soluzione concordata: il problema oggi è che troppo spesso le soluzioni trovate non sono state realizzate e nemmeno ci è stato comunicato il perché”. Questo – fa notare – è un “problema di fiducia”. “Chiedo alle Ferrovie di fare dei tavoli a ritmi serrati, con confronti su obiettivi specifici e concordati, fino a trovare soluzioni possibili”.
“Possiamo guardare al futuro – afferma il presidente della Fand Giovanni Pagano – con maggiore tranquillità e certezza che chi ha dimostrato questa sensibilità continuerà a farlo: certo, la mobilità è una necessità impellente per i disabili ed è necessario continuare ad insistere su questo fronte”. Per Pagano il lavoro svolto nel passato ha prodotto consapevolezza e risultati, ma “occorre continuare a collaborare, perché offrire assistenza è un segno di civiltà e sensibilità: metterci nelle condizioni di poterci spostare significa arricchirci” e la Fand “continuerà a collaborare”. “Siamo a disposizione – conclude Pagano – perché abbiamo interessi comuni con tutte associazioni a migliorare la qualità di vita dei nostri disabili”.
Disabilità non significa solo problemi motori, e le associazioni lo fanno notare. “Occorre fare un investimento molto forte per venire incontro alle persone con disabilità sensoriale”. “Servono – dice Antonio Cotura, presidente di Fiadda, l’associazione delle famiglie con persone sorde – indicazioni di tipo logistico in stazione, con segnaletica corretta e un pannello elettronico aggiornato, perché l’annuncio sonoro non può bastare”. Ma importante è anche l’investimento in termini di formazione del personale, che sia istruito all’incontro con una persona sorda, o cieca, o con altri problemi specifici. “Nuove tecnologie” e “accessibilità” vengono sottolineate anche dall’Ente nazionale sordi (Ens), mentre Roberto Romeo (Anglat) mette in evidenza la necessità del dialogo come ‘modus operandi’ nei rapporti con l’azienda.
“Non chiediamo cose straordinarie – conclude Giulio Nardone, presidente dell’associazione nazionale disabili visivi – ma chiediamo che non siano mai più fatti lavori inefficaci: significa sprecare denaro. Occorre evitare che vengano compiuti i lavori di rimozione delle barriere ma che questo venga fatto male: nominalmente le barriere sono state rimosse ma in concreto la persona non può accedere. Questo va accuratamente evitato”.

“L’impegno concreto e l’amicizia è il modo giusto per affrontare i problemi e trovare assieme le soluzioni che risultano più efficaci per garantire la mobilità sul sistema ferroviario alle persone con disabilità: vorrei non deludervi e vorrei non frustrare le vostre giuste attese in proposito”. Così Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, si rivolge ai rappresentanti delle federazioni e associazioni rappresentative delle persone con disabilità e dei loro familiari.
“Oggi – dice Moretti – non presentiamo una sala ma il progetto di un sistema di servizi alle persone che hanno delle disabilità: un progetto condiviso in parte con le associazioni e già costituito negli elementi fondamentali, che ora va costruito, perfezionato e specializzato ai vari tipi di disabilità”. L’obiettivo finale è “fare cose efficaci per dare il migliore servizio”.
Moretti parla dell’organizzazione interna dell’azienda e segnala la necessità di coordinare le varie direzioni coinvolte in modo da “evitare che la catena decisionale si allunghi burocraticamente e si perdano decisioni importanti” in merito all’assistenza delle persone con disabilità. Moretti si dice convinto della necessità di “una struttura centrale di coordinamento, che riesca a integrare i vari progetti e che sia orientato ai bisogni che ci sono.
“In questo campo – dice Moretti – abbiamo fatto alcune cose ma ce ne sono da fare molte altre. Ultimamente abbiamo fatto passi avanti anche nel trasporto regionale, e molto importante è la disponibilità di nuovi treni, maggiormente capaci di rispondere alle esigenze delle persone disabili. Sono cose da fare, cose semplicemente normali, e puntiamo a farle con efficacia con il vostro importante contributo”, conclude Moretti rivolto al mondo associativo.

trenoFish: “Incontro storico con Fs, ora serve una figura di riferimento forte”

Il primo incontro nelle storia con un amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato è il segno evidente che passi avanti sono stati compiuti ad alto livello e che il rapporto con l’azienda può dare in futuro grandi risultati. È soddisfatto il presidente della Fish Pietro Barbieri: certo, nel rapporto con l’azienda non mancano i punti di difficoltà, a partire dalla necessità di un coordinamento centrale con la presenza di una figura di riferimento che possa agire con pieno mandato; dall’estensione dei servizi anche al livello regionale, particolarmente bisognoso; dal superamento di una certa burocrazia che fa in modo, talvolta, che gli accordi raggiunti non vengano messi in pratica.
Ma la notizia, oggi, è finalmente l’incontro con il livello ‘politico’ di Ferrovie dello Stato, con la rassicurazione che lavorare insieme si può e si deve. “È la prima volta – dice Barbieri – che le associazioni delle persone con disabilità incontrano al livello più alto i vertici delle Ferrovie: è il segno evidente che grandi passi avanti sono stati compiuti. Non possiamo scordare che fino a venti anni fa i disabili viaggiavano nei vagoni postali: siamo qui dunque per celebrare gli obiettivi raggiunti e per sottolineare l’importanza di un dialogo con il livello decisionale”.
Ma ci sono naturalmente anche i punti critici e le richieste relative. La Fish consegna a Moretti una serie di documenti sui quali confrontarsi. “È necessario – dice Barbieri nel corso della presentazione – un maggiore coordinamento, perché abbiamo bisogno di affrontare questioni di carattere generale che non riguardino solo le 14 stazioni con Sala Blu ma che possano dare risposte ai disabili anche laddove non c’è presenza di personale”. C’è poi la richiesta della creazione di ‘tavoli’, occasioni di confronto comune, oltre alla necessità di una migliore gestione delle “procedure interne” a Fs.
“Fin troppo spesso – dice Barbieri – quanto concordato non ha trovato poi applicazione concreta, come se le procedure interne di questo grande gruppo che sono le Fs ogni tanto inciampassero”. La burocrazia dunque come problema, che è possibile superare con la figura del ’disability manager’: Barbieri ne parla come un “soggetto molto operativo che abbia la capacità di superare i processi, di arrivare ad una decisione corretta e di verificare ciò che viene realizzato”. In pratica, si tratta della richiesta della presenza di un soggetto che abbia in carico una serie di funzioni e che lavori perché le persone disabili non vengano discriminati, “né come clienti né coma lavoratori”, precisa a parte Barbieri ricordando che le Ferrovie dello Stato sono anche “un grande datore di lavoro”. Barbieri accenna al trasporto locale, alla necessità di una accelerazione nel rapporto con le regioni e nelle negoziazioni territoriali e sottolinea la possibilità di “costruire con associazioni per far in modo che anche in tempi di crisi le risorse dedicate alla mobilità possano essere aumentate”.
L’accessibilità e la fruibilità globale del sistema di trasporto ferroviario – afferma Barbieri – sono aspetti trasversali nell’organizzazione dei servizi e nella gestione degli impianti: abbiamo suggerito l’adozione di un disability manager che possa svolgere dall’interno dell’azienda una riconosciuta e qualificata regia su questi aspetti, per superare le frammentazioni e per garantire una attuazione coerente alle scelte di inclusione e di pari opportunità“.
Nei documenti consegnati all’ad Moretti, la Fish presenta una serie di valutazioni sull’accessibilità delle stazioni e sugli strumenti di valutazione usati per definire una stazione accessibile o meno; una analisi specifica della stazione di Milano centrale, buona per l’accoglienza ai disabili motori ma alquanto deficitaria per la disabilità sensoriale, specialmente quella visiva; un’analisi critica dei problemi in tutta Italia per la disabilità visiva“.
Inoltre la Fish sottolinea l’importanza di alcuni fattori di sistema, come l’adeguata formazione del personale e la centralità dell’informazione agli utenti, che dovrebbe essere “raggiungibile, comprensibile, accessibile e tempestiva” garantendo sia un’assistenza adeguata che la massima autonomia possibile.


stazione di genovaFs: “14 Sale blu e 252 stazioni. Serviti ogni anno 160 mila viaggiatori a mobilità ridotta”

Binario 4, aperta dalle 7 alle 21 tutti i giorni. È la nuova Sala Blu della stazione di Milano centrale, presentata alla presenza dell’amministratore delegato Moretti e dei presidenti e rappresentanti delle associazioni delle persone con disabilità. Quella milanese coordina i servizi di assistenza di Milano centrale e altre 27 stazioni del comprensorio, da Bergamo a Brescia, da Cremona a Monza, da Pavia fino anche a Tortona e Verbania-Pallanza. Quella di Milano entra a far parte del circuito di 14 Sale Blu nazionali, veri e propri centri di informazione e assistenza per le persone a mobilità ridotta: in totale, le Sale Blu coordinano e gestiscono 252 stazioni, capaci di erogare servizi di assistenza per 160mila viaggiatori all’anno.
I dati, resi noti da Ferrovie dello Stato, fotografano la situazione attuale dell’assistenza alle persone con disabilità. Punto di riferimento è il Regolamento (CE) n. 1371/2007 – adottato dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell’Unione Europea – Diritti e obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario, questi spazi sono gestiti da Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo Fs).
Le Sale Blu sono presenti nelle stazioni di: Torino Porta Nuova, Milano Centrale, Verona Porta Nuova, Venezia Santa Lucia, Trieste Centrale, Genova Piazza Principe, Bologna Centrale, Firenze Santa Maria Novella, Ancona, Roma Termini, Napoli Centrale, Bari Centrale, Reggio Calabria Centrale, Messina Centrale.
I servizi delle Sale Blu sono rivolti alle persone con difficoltà motorie (sedia a rotelle, problemi agli arti o difficoltà di deambulazione), ai viaggiatori non vedenti/udenti o con disabilità visive/uditive, agli anziani e alle donne in gravidanza. I nuovi Centri di organizzazione e riferimento per i viaggi in treno delle persone con disabilità o ridotta mobilità, forniscono informazioni utili per usare al meglio il servizio: orari e modalità di prenotazioni; richieste sedie a rotelle; servizio di guida in stazione; accompagnamento al treno o all’uscita; assistenza con carrelli elevatori per accedere e uscire dai treni; il servizio gratuito di portabagagli.
Il servizio di assistenza può essere richiesto sia all’Impresa ferroviaria scelta per il viaggio, sia ad una delle 14 Sale Blu: direttamente oppure inviando una e-mail. È possibile effettuare la prenotazione anche telefonando al numero unico nazionale 199.30.30.60.
Ferrovie dello Stato fa notare che il servizio viene garantito “con tempi di preavviso decisamente più favorevoli rispetto alle 48 ore previste dal Regolamento Europeo, costituendo così una best practice nel panorama ferroviario dell’Unione Europea”.
Secondo quanto reso noto da Rfi, ogni anno vengono effettuati servizi di assistenza a circa 160mila persone a mobilità ridotta, il 96% nella fascia oraria diurna. Sei richieste su dieci sono per treni a lunga percorrenza e si concentrano nelle 14 stazioni del circuito Sale Blu. Il 58% degli interventi prevede l’impiego del carrello elevatore per l’accesso o l’uscita dal treno dei passeggeri che si muovono con la sedia a rotelle.

Fonte: Redattore Sociale, 24-10-11