un aereoplano in voloQuesta è stata la motivazione della gravissima discriminazione (le parole non sono state esattamente quelle, ma il senso sì) cui è stato oggetto un ottantenne disabile che intendeva prendere un volo Meridiana per la Sardegna.
La compagnia aerea low cost, controllata dall’Alitalia, è purtroppo solo l’ultima di una serie, visto che atti del genere si sono ripetuti regolarmente nel corso degli anni. E in molti casi in Sardegna.
La AirOne un paio di anni fa impedì l’imbarco di una bambina disabile sul primo volo mattutino Cagliari-Roma, anche qui per “problemi organizzativi” legati all’orario. La fallita Volareweb non accettava “disabili ed animali” su alcuni voli. La Ryanair in alcuni aeroporti europei ha fatto pagare l’assistenza alle persone disabili e, come tutte le altre low cost, costringe a prenotare le assistenze speciali tramite un numero telefonico a pagamento. Solo nello scorso aprile un delegato dell’Associazione Paraplegici Sarda si è visto rifiutare l’imbarco da Cagliari verso il continente, per partecipare al congresso Faip a Verona.
Sull’ultimo caso, quello della Meridiana, lasciamo il commento a due comunicati stampa delle associazioni delle persone disabili.

un aereo in atterraggioLa Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap e le associazioni aderenti, denunciano l’enorme violazione dei diritti umani subita dal signor Barca al quale è stato impedito la prenotazione e l’acquisto del biglietto aereo sulla tratta Roma-Olbia, se non in orari serali, a causa della disabilità.
La discriminazione è resa ancor più grave dall’affermazione della Meridiana rilasciata il 16 giugno 2005 secondo cui l’operazione di imbarco di un disabile “impedisce sempre più di frequente il rispetto degli orari di partenza, creando ritardi operativi e quindi nocumento al resto dei passeggeri in partenza ed a quelli in attesa dell’aeromobile in arrivo”.
È una grave affermazione che mette in allarme le persone con disabilità ed i loro familiari: ogni servizio potrebbe appellarsi a motivazioni analoghe ed escludere l’accesso alle persone con disabilità in barba al principio di non discriminazione che ispira la Costituzione Italiana, gli atti fondativi dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite.
Tale prevaricazione dei diritti fondamentali non è stata mai raggiunta sin qui, nonostante gli abusi di altre compagnie low cost che chiedono fino a 40 euro di pagamento per il servizio di imbarco e sbarco, oppure impongono i posti più scomodi a fronte di un prezzo pieno del biglietto di compagnie ordinarie.
La Fish e le associazioni aderenti, chiedono al Ministro delle Infrastrutture on. Pietro Lunardi di porre un argine immediato a questi abusi attraverso un atto urgente che impedisca alle compagnie aeree di discriminare i viaggiatori con disabilità a tutte le compagnie con sede in Italia oppure che atterrano e partono da aeroporti italiani.
In mancanza di un preciso impegno che soddisfi appieno le attese, la Fish e le associazioni aderenti, annunciano il proponimento di una mobilitazione con iniziative pubbliche verso il Ministero e l’Enac, con campagne informative sulle compagnie aeree che violano i diritti umani delle persone con disabilità nel periodo estivo, nonché con il ricorso alla Giustizia Italiana ed Europea per tutelare i diritti fondamentali delle persone con disabilità.
(Comunicato stampa del 17-6-05)

Il Consiglio Nazionale sulla Disabilità e le associazioni aderenti, si associano alla denuncia che la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap ha fatto in seguito al grave episodio accaduto al  signor Barca al quale è stato impedito la prenotazione e l’acquisto del biglietto aereo sulla tratta Roma-Olbia, se non in orari serali, a causa della disabilità.
La Meridiana non è nuova a queste operazioni lesive della dignità delle persone con disabilità e la sua frequenza in queste “cadute di stile” forse maschera la sua incapacità a gestire con professionalità la sua mission imprenditoriale: far volare le persone.
Infatti la sua dichiarazione del 16 giugno  secondo cui l’operazione di imbarco di un disabile “impedisce sempre più di frequente il rispetto degli orari di partenza, creando ritardi operativi e quindi nocumento al resto dei passeggeri in partenza ed a quelli in attesa dell’aeromobile in arrivo” non è altro che scaricare sui passeggeri  inadeguatezze ed inadempienze che non sono loro.  Nel sito di Meridiana leggiamo:  “Low cost, High quality” – basso costo, alta qualità.
Più appropriato sarebbe: ” Low cost, low quality”- basso costo, bassa qualità.
La percentuale dei passeggeri disabili sul totale è del 10%; una cifra rispettabile che qualsiasi management rispettabile vorrebbe fidelizzare con azioni di valorizzazione del settore. Sarebbe meglio pensare a migliorare le offerte piuttosto che mortificare la domanda. È antistorico credere che le persone con disabilità non vogliano e non possano spostarsi e viaggiare con ogni mezzo. Quando lo  fanno progettano i viaggi come i passeggeri non disabili. Prenotano con anticipo, vagliano le soluzioni più appropriate, non obbligatoriamente le più economiche, di solito hanno un accompagnatore e tutto questo li fa diventare “mercato”, “consumatori”, “clienti”.
Peccato, il signor Barca ha perso un volo ma la compagnia Meridiana ha perso un cliente e anche la sua affidabilità e credibilità come vettore aereo in quel 10 % di mercato.
Per concludere vorrei ricordare che già dallo scorso febbraio, il Commissario europeo Barrot ha annunciato una importante proposta per una prima legislazione europea sulla disabilità e nello specifico la presentazione di una proposta per un Regolamento sui diritti dei passeggeri aerei con ridotta mobilità. Questo regolamento proibirà qualsiasi discriminazione contro i passeggeri aerei disabili che potranno, una volta adottato, far valere i propri diritti come quelli
di tutti i passeggerei aerei.
Finalmente sarà obbligatorio una servizio di qualità per tutti i passeggeri.
(Comunicato stampa del 17-6- 05)