contrassegno europeodi Stefano Borgato

“Sono il responsabile dell’Ufficio Comunicazione e Sistemi Telematici del settore Mobilità del Comune di Verona – scrive a Superando.it l’architetto Bruno Pezzuto – e vi invio questo messaggio in relazione alla notizia riguardante singole iniziative di “revisione” del contrassegno invalidi, secondo la Raccomandazione Europea n. 98/376/CE, come l’ultima adottata dal Comune di Parma (il riferimento è all’articolo anche da noi pubblicato, intitolato Nuovo contrassegno a Parma, NdR). Anche noi a Verona ci siamo più volte riuniti con la nostra Polizia Municipale al tavolo della locale Consulta per l’Handicap, ma senza risultato: è in effetti un problema di natura giuridica che può essere risolto solo dal Legislatore, modificando una volta per tutte la prescrizione del Regolamento di Esecuzione del DPR 285/92 (Nuovo Codice della Strada), rispetto alla quale nessun ente gestore può derogare”.
Si tratta di una questione – quella della mancata adozione del contrassegno europeo da parte del nostro Paese, a causa delle norme sulla privacy – che abbiamo già trattato. Una questione annosa che sembrava per altro potersi risolvere, nella precedente Legislatura, con un Disegno di Legge presentato dall’allora ministro per le Riforme e le Innovazioni nella PA Luigi Nicolais. La successiva caduta del Governo Prodi, all’inizio di quest’anno, ha poi nuovamente ingarbugliato la matassa.
A tutt’oggi, un cittadino italiano con disabilità che viaggia in Europa continua ad essere esposto a possibili contravvenzioni.

Diamo invece spazio a due altre novità segnalateci da Verona, che “si incrociano” con un ulteriore problema, quello delle persone con disabilità nelle Zone a Traffico Limitato (ZTL).
“Nell’ambito del nostro Progetto Citypass – spiega infatti l’architetto Pezzuto – stiamo adottando un’unica piattaforma informatica per la gestione e il rilascio dei contrassegni che in questo momento ci vede coordinatori di un’iniziativa a livello provinciale: sono ormai più di trenta i Comuni aderenti e altri quindici attendono di accedere, con una banca dati di oltre ottomila permessi. I vantaggi? Unica piattaforma nel rispetto delle autonomie gestionali di ciascun ente, unica numerazione dei contrassegni per combattere gli abusi e le falsificazioni, unica banca dati che consente a tutti i titolari di accedere alla nostra ZTL o a quella dei vari Comuni aderenti, semplicemente registrando preventivamente o anche dopo la cosiddetta “targa di cortesia” direttamente presso il loro Comune di residenza. Credo sia il primo esperimento in Italia – conclude Pezzuto – di costituzione di una banca dati sovracomunale”.

Registriamo con piacere la coincidenza tra questa iniziativa e una delle proposte della deputata Lucia Codurelli – a seguito di una sua recente interrogazione alla Camera – la quale aveva parlato appunto, in quel caso a livello nazionale, dell’esigenza di un “contrassegno con numerazione nazionale, da apporre in modo visibile sulla vettura e leggibile dai sistemi di rilevazione”.

E pure in linea con quanto annotato dall’onorevole Codurelli, marcia anche un’altra iniziativa di imminente attuazione a Verona, vale a dire “l’introduzione a partire da gennaio 2009 di un piccolo dispositivo a tecnologia mista (RFiD passivo + attivo) – quasi un piccolo telepass – in grado non solo di rispondere alle richieste a corta distanza di lettori palmari (Polizie locali ecc.), ma anche di essere riconosciuti dai varchi ZTL senza più bisogno di comunicare alcuna targa e senza costringere le persone con disabilità ad antipatiche procedure di archiviazione in caso di notifica della violazione” come spiega ancora Bruno Pezzuto.

Iniziative, quindi, entrambe meritorie, che si auspica possano trovare rapidamente la più ampia diffusione possibile, per lo meno a livello locale, dal momento che l’applicazione a livello nazionale sembra purtroppo ancora lontana.

Fonte: Superando.it, 22-12-08