Viaggio nel degrado degli scali ferroviari dei Castelli Romani. Le aree di sosta per i treni avrebbero bisogno di urgenti lavori strutturali e di opere di manutenzione considerando che quotidianamente migliaia di passeggeri utilizzano queste tratte ferroviarie.
Ovunque mancano ascensori e piattaforme per il passaggio dei viaggiatori con disabilità e di quelli che si trascinano dietro valigie e pacchi. Le macchine obliteratrici spesso sono fuori servizio così come i pannelli elettronici con gli orari dei treni.
Nelle stazioni di Marino e Cecchina non esistono sottopassaggi per collegare i diversi binari. C’è solo un cartello di Ferrovie dello Stato che invita i viaggiatori ad attraversare i binari a piedi “solo quando la locomotiva è ferma”. Per entrare nella stazione di Cecchina esiste il passaggio per le persone con disabilità ma da mesi è inutilizzabile perché ne è precluso l’accesso.
A Ciampino, snodo ferroviario per cinque linee regionali e una tappa obbligata per chi va all’aeroporto Giovan Battista Pastine, non esistono gli ascensori per accedere ai sottopassaggi che conducono agli otto binari. Ogni giorno i turisti che sbarcano nello scalo romano carichi di bagagli devono affrontare le scale all’entrata della stazione e quelle per accedere ai binari.
“È dallo scorso marzo che stiamo chiedendo a Ferrovie di provvedere al taglio delle erbacce lungo i binari: hanno causato diversi incendi”, spiega Simone Lupi, assessore al Bilancio del Comune di Ciampino. Che aggiunge: “La stazione attraversa tutto il nostro territorio ed è nostro principale interesse che venga mantenuta in modo adeguato. A questo scopo ci chiediamo anche che fine abbiamo fatto i 57 milioni di euro stanziati dalla Regione Lazio per il rifacimento di 75 stazioni ferroviarie tra cui Ciampino in testa”.
“Da anni percorro ogni mattina la tratta Roma-Velletri e spesso in stazione non funziona la macchina obliteratrice e il pannello che avverte sui ritardi dei treni”, denuncia Alberto Albertini. “Manca la comunicazione tra gestore e viaggiatori”, afferma Barbara Mautone che da anni viaggia sulla Roma-Albano. “Quando un treno è in ritardo oppure viene soppresso il pendolare è sempre l’ultimo a saperlo. Questo succede perché in stazione non ci sono sistemi informativi adeguati e in diretto contatto con la sede centrale e solo in poche occasioni funzionano come dovrebbero”.

Fonte: Press-In – Il Tempo (Chiara Lemoglie), 7-8-10