di Giuseppe Spatola

L’ascensore c’è e, a detta dei tecnici del Comune che lo hanno istallato e provato, funziona pure bene. La struttura d’acciaio e cristallo, prodotta dalla Thyssen Group, costata circa 40mila euro e ultimata lo scorso anno, fa bella mostra di sé sul primo binario, tra il tabaccaio e il giornalaio. Ma da un anno è fermo.
Gli addetti alle pulizie lo lustrano due volte al giorno, puliscono i vetri e tolgono le cartacce accatastate vicino al citofono di servizio, salvo poi dimenticare gli attrezzi del mestiere (scope e secchi d’acqua) proprio davanti alle porte scorrevoli. E dire che durante il collaudo tutto è filato liscio: ventidue secondi per fare un piano ed evitare che i portatori di handicap si avventurino in carrozzella giù per i 26 gradini di marmo che dividono la sala d’attesa dal sottopasso.
Ma l’ascensore per disabili, l’unico di tutta la stazione di Brescia, rimane serrato, bloccato sul primo binario dalla mancanza di una firma, quella dell’amministrazione di Cento Stazioni, che non ha ancora dato il suo benestare all’ opera.
“La nostra parte l’abbiamo fatta — sottolinea Paola Vilardi, assessore all’Edilizia — abbiamo consegnato i lavori e collaudato l’ascensore. I ritardi sono da imputare a chi dovrà gestire il servizio”. Tutto funziona a dovere, anche il citofono per la chiamata dell’assistenza è allacciato con la sala comando. “Peccato che nessuno abbia avuto l’ordine di rispondere — dice sarcastico Dario Ballotta, responsabile trasporti di Legambiente — Cento Stazioni e Trenitalia non possono trattare in questo modo il secondo scalo lombardo. L’ascensore aspetta da un anno che qualcuno lo utilizzi. In fondo basterebbe una sola firma per sbloccare la situazione. Invece i binari bresciani rimangono off-limits per chi è costretto su una sedia a rotelle”.
Sul fronte opposto Trenitalia e Cento Stazioni mettono avanti le mani: “La prossima settimana incontreremo il sindaco Adriano Paroli — spiegano dalla sede centrale di Milano — discuteremo di sicurezza e accessibilità dello scalo. E l’ascensore è uno dei punti che verranno toccati con il primo cittadino. Dobbiamo capire chi avrà il compito di gestire le chiamate di servizio e accompagnare i disabili sui binari esterni…”.
Se è vero che l’ascensore è fermo da un anno, è altrettanto vero che per ora non esistono né rampe mobili né altri montacarichi che collegano il seminterrato ai binari esterni. “Una volta arrivati nel sottopassaggio — conclude Ballotta — ci sarebbe comunque bisogno di due addetti della stazione per portare i disabili sul binario. Non esistono rampe né passaggi alternativi. Forse sarebbe il caso di investire per abbattere anche queste barriere architettoniche”.
Intanto l’ascensore rimane inutilizzato, fermo sul binario ad aspettare il suo primo passeggero.

Fonte: Press-In – Il Corriere della Sera, 16-9-09