Salire su un autobus? Per un disabile è un “terno al lotto”. Fra pedane rotte, autisti poco addestrati e passeggeri che sbuffano, l’accessibilità dei mezzi pubblici a Bologna sembra affidata al caso. L’ultima denuncia arriva da un video lanciato su You Tube (http://www.youtube.com/watch?v=GXoaixzJlks&feature=player_embedded) da Maximiliano Ulivieri, esperto di accessibilità, in sedia a ruote dall’età di tre anni per colpa della distrofia muscolare.
Nel video, girato in via Lame, è descritto “il solito terno al lotto nello sperare di trovare il bus giusto“. Nonostante molti dei bus Atc siano dotati di pedana elettrica per permettere la salita anche a chi è in sedia a ruote, trovarne una funzionante non è così scontato. “A Bologna la situazione è migliore che in altre città, ci sono più autobus dotati di pedane. Il problema è per le quelle elettriche: se non le usi molto e non fai manutenzione, poi si bloccano”. E così i tempi di attesa alla fermata si allungano, in attesa che passi il bus giusto.
 
La situazione non migliora neanche nelle banchine realizzate per l’ormai abbandonato progetto Civis, che dovrebbero essere al livello del bus, e quindi superare il problema della pedana. “Sono pericolosissime – spiega Giuseppe Marchetti, presidente dell’associazione Officina di sostegno – troppo strette per una sedia a ruote, che normalmente è larga dagli 85 ai 90 centimetri: girandosi si rischia di cadere”. Non solo. “Per salire sulla banchina c’è uno scalino di due centimetri: per chi è accompagnato non è un problema, ma per una sedia a ruote elettrica la cosa crea non poche difficoltà”.
 
Non è la prima volta che i bus bolognesi finiscono sotto accusa. Un anno fa a denunciare la situazione fu proprio l’associazione Officina di sostegno, con un video girato dall’associazione Scomunicati (http://www.scomunicati.org/index.php?option=com_zoo&task=item&item_id=36&category_id=1&Itemid=6, dal minuto 3.24). Già in quel caso prendere l’autobus si era rivelata un’impresa: un’ora di attesa e 12 bus di cui uno solo accessibile. “La situazione non è cambiata – spiega Giuseppe Marchetti – quello degli autobus sembra essere un problema endemico. Vuoi per la mancanza di manutenzione, vuoi per la mancanza di addestramento degli autisti, che a volte non sanno come azionare la pedana. Il risultato è che abbiamo rinunciato a prendere il bus”.
Gli stessi problemi – pedane non funzionanti e autisti poco formati – furono presentati già nel 2006 in un video realizzato da Bandiera Gialla (http://www.youtube.com/watch?v=GRMH2qPYr3A): dopo cinque anni la situazione non sembra essere cambiata.

Fonte: Redattore Sociale, 14-11-11