Il presidente del Fiaba, Giuseppe Trieste, tra due carabinieriHo avuto modo di vedere nei telegiornali il grosso spazio che è stato dedicato alla 2ª Giornata per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche indetta dal Fondo Italiano Abbattimento Barriere Architettoniche (Fiaba Day) ed ho avuto anche modo di venire a conoscenza del profondo dissenso manifestato dal Presidente della Fish, Barbieri. Dissenso che non può non essere pienamente condiviso ed al quale viene inevitabilmente ad associarsi un profondo senso di sdegno.
Navigando su internet, si viene a conoscenza dell’esistenza, presso il Fiaba, di un Comitato d’Onore composto da nomi tra i più prestigiosi del firmamento politico italiano e da altre alte cariche istituzionali e non (Presidente del Senato, Presidente della Camera, Presidente del Consiglio, Vicepresidente del Consiglio, ecc.).
Quando si parla della “missione” del Fiaba si legge: “si è costituito in data 27/07/2000 con atto notarile ed ha firmato protocolli d’intesa in tema di barriere culturali e fisiche con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con i Ministeri, le Regioni, le Province, i Comuni, le Università, gli Istituti di Cultura e le Associazioni di categoria…
“Si pone la finalità di abbattere le barriere culturali e fisiche che ostacolano la piena fruizione dell’ambiente. Dall’analisi della realtà che ci circonda individuiamo i punti in cui queste barriere esistono o sono esistite. Fiaba si muove quindi tra passato, presente e futuro…
“Vediamo ora cosa fa il Fiaba. Innanzi tutto cerchiamo di impedire il sorgere e la diffusione di nuove barriere culturali e fisiche cercando di diffondere una cultura diffusa di pari opportunità. Stimoliamo quando necessario gli organi preposti a prevenire il sorgere di nuove barriere rafforzando la vigilanza per il rispetto della normativa esistente. Attuiamo in sinergia azioni atte a diffondere la cultura della diversità come ricchezza della società. Organizziamo giornate di eventi e raccolta fondi e promozione dell’attività svolta. Promuoviamo corsi di info-formazione al fine di stimolare la sensibilità dei progettisti o di tutte quelle figure professionali che con il loro operato hanno una ricaduta diretta sull’ambiente…
“Le nostre parole chiave quindi sono: Impedire, Stimolare, Prevenire, Attuare, Formare, Organizzare.”
Come non si può non restare allibiti e meravigliati di cotanta ipocrisia e sfacciataggine?!
Viene da chiedersi: Impedire… cosa, come, quando? Stimolare… chi, a che cosa? Prevenire… cosa e come? Attuare… quali programmi, come, per giungere? Formare… chi ed in cosa? Organizzare…?!
Ma alla realtà di oggi chi ci pensa e cosa si fa oggi per: Impedire che i disabili vivano tutti gli attuali giornalieri disagi psicofisici? Stimolare una nuova cultura nei confronti dei portatori di handicap? Prevenire il quasi completo disinteresse della comunità verso tale problematica? Attuare tutti quei progetti di cui sembrerebbe essersi tanto parlato? Formare nuove figure professionali che siano di concreto aiuto a tutti i disabili? Organizzare una società diversa e più coscienziosa?

Un gruppo di disabili a Palazzo Chigi per il Fiaba dayEcco come si sostiene Fiaba: “Il sostegno del singolo cittadino è fondamentale per permettere a Fiaba di continuare a fare opera di sensibilizzazione all’interno della società… aiutaci anche tu ad eliminare ogni tipo di barriera. Fai una donazione e scegli il modo che preferisci”. In Italia una donazione, una colletta, non si nega mai a nessuno, tutto sta a vedere come poi vengono utilizzati i fondi raccolti!
In verità, a parer mio, i primi ad dover essere sensibilizzati – e non certo con una donazione – sono proprio i promotori dell’iniziativa di “fiaba” che in quanto a sensibilità credo abbiano da imparare molto anzi tantissimo.
Tra gli enti che hanno già sottoscritto il protocollo d’intesa (di cui purtroppo non conosco i contenuti) c’e’ il 1Municipio di Roma (Centro Storico).
Con tutto il rispetto per coloro che prestano attività lavorativa presso tale struttura, ha mai provato il Presidente di detto Municipio – dico solo provato – a transitare a piedi per le vie ed i vicoli del tanto decantato centro storico, magari insieme al sindaco Veltroni? Si renderebbe immediatamente conto di come tutte le bellissime parole della Fiaba siano e rimangano solo ed esclusivamente parole.
Solo come esempio basti pensare alla zona di Piazza dell’Oratorio, Via dell’Umiltà, Via delle Bollette, Vicolo Sciarra, Via di Santa Maria in Via, Via Specchi, ecc. È peggio di una giungla piena di liane e di piante rampicanti dove è impossibile transitare alle persone normali figuriamoci ai disabili.
Più volte mi sono trovato (lavoro nella zona) ad aiutare persone anziane, bambini, disabili a districarsi fra vetture parcheggiate sui marciapiedi, bucce di banane, bottiglie, lattine e motorini motorini motorini sempre e solo motorini che a Piazza dell’Oratorio, percorrendo la galleria che porta a Via Minghetti, ostruiscono letteralmente il passaggio. L’unica isola felice o quasi è Via Montecatini dove, guarda caso, è ubicato il Comando dei Vigili Urbani.
Non credo proprio che abbiamo mai passeggiato per il Centro e mai lo faranno tanto i fondatori di Fiaba quanto gli altri eminenti personaggi che fanno parte del Comitato d’Onore. Per loro il problema non esiste. Arrivano con la vettura blu, scendono, salgono in ufficio e la vettura blu aspetta sotto in doppia, tripla fila, sul marciapiede, insomma dove meglio capita.

La firma di un In via dell’Umiltà ha la propria sede un “movimento” politico il cui maggior rappresentante fa parte del magnifico Comitato d’Onore. AI di là del credo politico che ognuno di noi ha e che va comunque rispettato, ci sono circostanze che non possono non essere sottolineate.
Che in nostri eminenti personaggi viaggino su auto blu, scortati ecc. nulla questio: ma che certi benefici vengano estesi a chiunque no… non si può accettare se il tutto va a discapito del cittadino e soprattutto del cittadino non tutelato.
E’ giornaliera la sosta di vetture non autorizzate, sotto i locali di questo movimento politico o nelle zone limitrofe. La strada è transennata ed impedisce il passaggio dei pedoni, le macchine parcheggiamo come e quando vogliono e la polizia, di guardia 24h su 24h non dice e non fa nulla. Non poche sono le volte in cui poliziotti ed autisti trascorrono piacevoli minuti in conversazione mentre la gente si destreggia fra auto in sosta (le loro) che ben si guardano di spostare o parcheggiare meglio.
Se disgraziatamente vi fosse la necessità di far transitare un mezzo di soccorso non so cosa potrebbe accadere. Il malessere di una certa gravità per una persona credo si tramuterebbe in una inevitabile tragedia visto che un’ambulanza non potrebbe mai arrivare né ripartire in tempo e non riesco ad immaginare come una barella possa passare in un tale dedalo di macchine e motorini; l’autopompa dei vv.ff. per quanto piccola possa essere non riuscirebbe a domare nessun incendio.
Tutto questo per persone diciamo normali… e per i disabili?
Sottolineo che io in prima persona vengo a lavorare in centro su due ruote e giro tutta la città ma ci tengo a precisare che anche solo per parcheggiare pochi minuti vado alla ricerca di un posto che non crei nessun tipo di intralcio. Arrivo anche a girare per 10/15 minuti pur di trovare un parcheggio decente.
Un noto personaggio televisivo che fa parte di detto movimento politico, legato da vincoli di parentela con altra nota presentatrice tv, parcheggia sovente ed impunemente una delle sue vetture (dico una in quanto l’altra vettura viene lasciata quasi senza soluzione di continuità in piazza dell’Oratorio come fosse un garage) sull’angolo del marciapiede tra via dell’Umiltà e via di S.Vincenzo quasi completamente attaccata al muro dello stabile. Una volta, passeggiando con un amico portatore di handicap, siamo dovuti tornare indietro sino all’angolo con via Minghetti (circa 50 metri) per poter scendere dal marciapiede. AI passaggio di una coppia di Vigili, abbiamo fatto notare la circostanza. I Vigili hanno raggiunto la vettura, hanno visto i vari “passi” all’interno e ci hanno detto “è di persona di rilievo” e se ne sono andati lasciandoci così, visto che tanto noi non eravamo persone di rilievo ma solo due onesti cittadini che cercavano di camminare.
Cosa sconcertante è vedere coppie di vigili (girano sempre in due) che per primi sono costretti a scavalcare motorini, macchine, sacchi della spazzatura per poter passare e non fanno nulla come se il problema non fosse il loro e passano indifferenti vicino a persone in carrozzella (quelle poche che si “permettono” di venire in centro, ma certo nelle periferie le cose non cambiano) o comunque con problemi di deambulazione che faticano e non sanno come uscire da quel labirinto. E’ veramente cosa allucinante.

la ministra Prestigiacomo al Fiaba day 2004Come si fa a parlare di “abbattimento delle barriere architettoniche, di impedire, di stimolare, di prevenire, di attuare, di formare, di organizzare” se regna sovrana l’indifferenza totale per gli altri, la prepotenza, l’arroganza, proprio tra coloro che dovrebbero abbattere, impedire, stimolare, attuare, formare, organizzare, se sono le Istituzioni per prime e chi ne fa parte a dare il cattivo esempio?
Come si fa, se proprio le Istituzioni procedono ai tagli alla spesa pubblica a discapito dei disabili con la diminuzione, ad esempio, delle insegnanti di sostegno per i bambini portatori di handicap, con i tagli alla spesa sanitaria; con i genitori, per chi se lo può permettere, costretti ad agire per le vie legali per vedere riconosciuti i diritti di un minore previsti dalla Costituzione e dalla legge?!
Ed allora non si può parlare di abbattimento, di impedimento, di stimolazione, di prevenzione, di formazione, di organizzazione. Non si può e soprattutto non ne devono parlare proprio coloro che ne fanno la loro bandiera salvatrice.
Ho sempre avuto il desiderio di essere parte attiva nell’aiuto ai disabili ma ho sempre avuto paura; ho fatto piccole cose aiutando gente che ho conosciuto, ma non mi sono mai buttato nella mischia – sicuramente per vig1iaccheria – ma è un desiderio che sto sentendo sempre più forte e credo che molto presto riuscirò a realizzare.
Il mio è stato lo sfogo di una persona che non sopporta più le prepotenze, l’ipocrisia, l’indifferenza verso chi è più debole e non è ascoltato.
Avrei voluto inviare questa mia lettera anche a quel movimento politico da me tanto citato ma sono certo che non avrei ottenuto nulla, la lettera sarebbe stata cesti nata come tante altre ed avrei unicamente corso il rischio di un probabile immediato arresto.
AI Presidente del l Municipio ho scritto tante volte ma non ho mai ottenuto una risposta, anche solo per buona educazione, quindi inviargli un’altra lettera a che sarebbe valso? Avrei voluto inviare la stessa lettera ad altre istituzioni, a striscia la notizia, ai giornali, ma con quale risultato?
La gente chiacchiera tanto – forse anche io sono uno di quelli, visto che non ho il coraggio di affiancarmi anche solo come volontario ad una associazione – ma fa poco o nulla, come me che mi limito a scrivere.
Questo poco io per ora l’ho voluto fare con questa mia lettera, che vuole essere una esternazione di disagio e malcontento. Spero presto di fare qualcosa di diverso e soprattutto qualcosa di più, soprattutto per i bambini e per gli anziani.
Chissà che Voi non possiate aiutarmi.
Un abbraccio a tutti Voi ed un grazie per ciò che fate.

Adriano Anselmi