Comune e Procura di Bari dichiarano guerra ai falsi invalidi e intensificano i controlli medici per il rilascio dei pass auto. Dopo aver accertato che quattro su cinque, negli ultimi anni, sono stati concessi con troppa superficialità, hanno deciso di passare ai “raggi x” le singole posizioni. In tutto circa quattromila che, con scadenza annuale, chiedono il rinnovo del contrassegno: una media di 900 all’anno, la maggior parte dei quali è quantomeno sospetta.
Secondo quanto emerge dalle indagini del sostituto procuratore Francesco Bretone, infatti, sarebbero state commesse molte anomalie in sede di rilascio, quasi sempre con la complicità della commissione medica, dalla quale il richiedente con problemi di disabilità doveva passare. Un passaggio che, invece, non sempre è avvenuto e che ha risentito anche della condotta degli stessi sanitari. Come hanno scritto nell’informativa i vigili urbani, al termine di giorni e giorni di appostamenti (agli atti ci sono riscontri documentali o fotografici), in commissione risultavano ufficialmente presenti, mentre invece erano in vacanza in Salento o magari a svolgere regolarmente un altro lavoro.
In più di un caso, poi, il presidente di una delle commissioni, avrebbe alterato i verbali relativi a pazienti, aggiungendo alla frase “capacità ridotte” la parola “sensibilmente”, che permetteva il rilascio del contrassegno per i disabili. Il medico, secondo quanto accertato dal pm, non avrebbe potuto fare quel tipo di certificazione: c´era bisogno infatti del giudizio dell’intera commissione e soprattutto era necessario sottoporre il paziente a una nuova visita.
Così, mentre il sospetto si estende a macchia d´olio alla maggior parte dei titolari di pass, si intensificano i controlli e le visite mediche diventano condizione imprescindibile per il rinnovo del pass.
Prima dell’avvio dell’inchiesta penale, erano circa 6.100 i permessi rilasciati dal Comune di Bari, ridottisi poi a poco più di 4.000 dopo che, incrociati i dati dei richiedenti con quelli dei disabili deceduti, si scoprì che molti furbetti continuavano a utilizzare quelli dei parenti defunti.

Fonte: Press-In – La Repubblica (Mara Chiarelli), 11-11-09