Per le persone con disabilità è un Amico bus, ma per le loro tasche pesa ormai come un nemico. Sei mesi dopo l’introduzione del ticket di 5 euro a tratta per il servizio di trasporto a prenotazione e chiamata residenti nel territorio della Provincia di Roma, le associazioni di categoria tornano a puntare l’indice contro il caro-pedaggi.
Già nel settembre scorso, quando il vecchio “+ Bus” cambiò non solo nome, ma anche le modalità del servizio di trasporto per i soggetti con gravi handicap, disabilità psichiche e invalidità civile non inferiore al 74 per cento, alcune associazioni, come la Lega Arcobaleno, chiesero quantomeno pagamenti differenziati per fasce chilometriche, come accade con il Cotral. E l’assessore provinciale ai Servizi sociali, Claudio Cecchini, si disse d’accordo, accennando all’introduzione di possibili differenziazioni per fasce di reddito: “Capisco bene che un costo fino a 80 euro mensili possa diventare un problema per le famiglie e ho già assicurato piena disponibilità a rivedere il regolamento insieme alle associazioni”.
Ma di quella verifica, annunciata per fine 2009, “noi ancora non sappiamo nulla” protesta Rita Genovesi, presidente provinciale del Comitato abbattimento barriere architettoniche. Il Caba chiede da tempo di riservare il servizio, in forma gratuita, solo agli invalidi totali. “Innalzando la percentuale di invalidità di riferimento dal 74 al 100% (con accompagno) – spiega Genovesi – le chiamate si ridurrebbero, assicurando il servizio a quella utenza evidentemente che ne ha più necessità”.
L’introduzione del ticket, infatti, era stata giustificata dalla Provincia in seguito all’ampliamento del servizio, esteso alle 24 ore per tutti i giorni della settimana attraverso l’andirivieni di 43 navette attrezzate.
“Ma per usufruire del servizio ora si deve versare un contributo di 5 euro per l’andata e 5 per il ritorno. Si capirà bene che con questo ticket e con l’importo dell’assegno di invalido civile che percepiscono i disabili non possono accedere al servizio”, lamenta la presidente Genovesi, che addebita proprio all’introduzione del ticket il motivo del quasi dimezzamento del bacino d’utenza servito attualmente. “Certo, questa è la sola ragione per cui il numero degli utenti è sceso da 5.000 a 2.600. Si pensi a un disabile che deve spostarsi per un periodo di terapie, l’indennità mensile non sarebbe nemmeno sufficiente a pagare il ticket”.

Fonte: Disablog.it – Il Tempo (Antonio Sbraga), 21-2-10