Anche con il contrassegno disabili, la multa potrebbe arrivare lo stesso. Gli italiani che viaggiano e che nei paesi dell’Unione europea parcheggiano la propria autovettura in uno spazio riservato ai disabili, esponendo il contrassegno rilasciato dal proprio comune di appartenenza, potrebbero avere la brutta sorpresa di una contravvenzione. Anche se sono effettivamente disabili e anche se a guidare sono proprio loro.
A segnalarlo (in questo ennesimo caso, NdR) è Vincenzo Nicosia, il presidente di una associazione di siciliani in Europa (Sicilia in Europa) che riferisce la brutta esperienza di una cittadina residente a Palermo che si è recata a Londra con la propria automobile e ha rimediato una multa per aver sostato “in area riservata alle persone disabili, sprovvista del contrassegno regolamentare”, pur avendo esposto sul parabrezza il pass rilasciato dal suo comune di residenza.
“La nostra connazionale – racconta Nicosia – ha avuto modo di contestare la multa semplicemente perché ha la figlia che lavora in Gran Bretagna e quindi parla e scrive correttamente l’inglese, ma un connazionale che va in un paese straniero solo per vacanza e non parla la lingua locale come può fare?”. “Quali garanzie ha – è la domanda che Nicosia rivolge al ministro del Welfare Maurizio Sacconi – un disabile italiano che decide di recarsi all’estero?”.
(Il problema, ricordiamo, è che il contrassegno italiano non corrisponde a quello stabilito da una Raccomandazione del Consiglio della Comunità Europea, NdR)
 
Fonte: Redattore Sociale, 9-6-09