Le associazioni nazionali dei pazienti diabetici sono sul piede di guerra. Al centro della protesta la concessione e il rinnovo della patente di guida che un decreto ministeriale (30-11-2010, G.U. n. 301 27-12-2010), in ottemperanza a una direttiva comunitaria (2009/112/CE), rischia di trasformare in un incubo per le persone con diabete.
Il decreto, infatti, stabilisce che il diabetologo curante è tenuto a comunicare alla Motorizzazione Civile, per l’adozione dei relativi provvedimenti, eventuali crisi di ipoglicemia dei suoi pazienti. Un compito che spetta al diabetologo curante, ma che – dichiara la Federazione Diabete Giovanile in una nota – “farà sì che il diabetico eviterà di comunicare al proprio medico eventuali crisi con il risultato di una terapia farmacologica non idonea al proprio caso clinico”.
“Il decreto non solo contravviene alla legge sulla privacy – ha dichiarato Antonio Cabras presidente della Federazione Diabete Giovanile – ma mina il rapporto medico paziente inducendo quest’ultimo a non comunicare gli eventi con serie conseguenze sui livelli assistenziali”.
Secondo dati Aci – Istat, solo lo 0,03% degli incidenti in Italia è causato da chi è affetto da gravi patologie e, tra queste, anche il diabete.
“La patente – ricorda Cabras – è fondamentale per la persona con diabete, le consente di svolgere diverse attività lavorative e dunque è facile prevedere che il provvedimento comporterà enormi costi in  termini sociali ed economici. Inoltre in tutti questi anni ci siamo impegnati per responsabilizzare il diabetico e i suoi familiari nella gestione della malattia. A differenza di altri paesi europei, in Italia abbiamo puntato molto sull’educazione sanitaria e questa norma certamente ci riporta indietro di anni, non alimenta la fiducia, e rischia di portare discrimini ingiustificati”.
Le associazioni dei pazienti diabetici, dopo un incontro con il vicepresidente vicario del Parlamento europeo, Gianni Pittella, stanno già predisponendo un documento da sottoporre all’attenzione delle commissioni comunitarie, per apportare alcune modifiche al testo e garantire alle persone con diabete dignità e capacità di autogestione.

Fonte: Vita, 20-1-11