In occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, che si celebra in tutto il mondo il 3 dicembre, l’ospedale di Montecatone in provincia di Imola mette in cantiere un programma di incontri promossi dall’associazione Liberando e rivolti non solo ai propri pazienti, ma anche al pubblico esterno.
Si è cominciato il 2 dicembre con la presentazione del camper accessibile allestito per consentire vacanze in libertà anche alle persone su sedia a ruote e promuovere la cultura della vita indipendente. Nel piazzale antistante l’ospedale è stato possibile infatti visitare il camper e avere dalla testimonial Laura Rampini, paraplegica che da anni utilizza il camper per i suoi viaggi, ogni informazione utile a progettare vacanze senza barriere.

L’associazione Liberando sta portando avanti il progetto di turismo accessibile Liberamondo: “Si tratta di una mappatura di itinerari veramente a misura di carrozzina – afferma la presidente Laura Rampini – Purtroppo c’è ancora molta ignoranza e se al telefono assicurano che l’albergo o il centro benessere è accessibile, una volta sul posto le misure di camere e bagni non permettono il soggiorno. Per non parlare degli scalini, ce ne sono dappertutto senza che abbiamo un’utilità. Abbiamo già itinerari all’estero, testati da me e dal mio compagno Filippo Landi, e che molti hanno già replicato. Come quello in California che è diventato il viaggio di nozze per molte persone con ridotta mobilità. Da qualche mese è cominciata la mappatura italiana. Una volta conclusa la ricerca, come per l’estero, non facciamo da tour operator, semplicemente forniamo informazioni“. 

Sempre il 2 dicembre è arrivato Filippo Preziosi, ingegnere che guida il team dei progettisti della Ducati. La sua testimonianza – dicono dall’ospedale in una nota – “è un momento speciale per i pazienti di Montecatone, non solo perché molti condividono la passione per le moto e sono tifosissimi del nuovo acquisto Ducati, Valentino Rossi, ma anche e soprattutto perché lo stesso Filippo Preziosi è una persona che a seguito di un incidente stradale ha subito una lesione midollare che ha cambiato la sua vita”. 
“Il mio capo ha avuto coraggio, dieci anni fa, al momento dell’incidente, di confermarmi nel mio ruolo all’interno di Ducati. Quando ha preso questa decisione non c’erano elementi che lasciassero pensare che la scelta fosse quella giusta” afferma Preziosi.
Preziosi al centro di Montecatone è stato ricoverato per sei mesi per curare la mielolesione e proprio lì ha capito una regola di vita. Valida per tutti. “Ho imparato a chiedere. Ho capito che farmi aiutare non era una sconfitta. Ho appreso che chiedere è un approccio che cambia la vita a prescindere dalla disabilità. Chiedere significa mettere sul tavolo un argomento e affrontarlo in maniera chiara. E si trovano soluzioni. Più semplici e efficaci. Saper chiedere è un valore”.
E aggiunge: “La gente ci vede in carrozzina e pensa che il nostro problema sia solo quello di muoverci su quattro ruote. Non è così. Abbiamo problemi di salute importanti che provocano sofferenza fisica“. Ma c’è l’antidoto: “Fare una vita normale ha un effetto lenitivo sul dolore. Sono fortunato di riuscire a lavorare come prima. Questo non mi fa sentire il dolore che torna a prendere il sopravvento appena sono ‘tranquillo’. Quando mi immergo in un’attività, in un progetto, la mente è deviata dal pensiero fisso della mia condizione. Per questo è importante poter lavorare, viaggiare, essere impegnati nel sociale, in politica: fare una vita normale“.

Fonte: Redattore Sociale, Corriere.it, 2-12-10