Il 23 marzo, l’assessore ai Trasporti e Lavori pubblici, Giulio Gargano, ha presentato le Linee Guida del Piano regionale dei Trasporti e la maquette dei nuovi treni regionali.
«Si tratta – afferma Gargano – di un documento che nel Lazio viene elaborato per la prima volta. L’obiettivo è affrontare in maniera globale tutte le problematiche legate alla mobilità, sia per le persone che per le merci, per giungere, in un decennio, dal “problema” al “tema” mobilità. È un documento dinamico, che venerdì sarà adottato ufficialmente dalla Giunta e depositato in Consiglio regionale. Verrà immediatamente inviato ai Sindaci, ai Presidenti delle Comunità montane, ai Presidenti delle Province, agli industriali, agli ordini professionali, alle associazioni ambientaliste e ai consumatori e ai sindacati, ai Ministeri, all’Anas, all’Autorità portuale, a Trenitalia e Rfi, alla Società Autostrade, all’Alitalia e via dicendo. In altri termini – prosegue Gargano – a partire da domani inizia quella fase di attuazione del Piano, una fase che deve necessariamente passare attraverso il confronto con le realtà territoriali e imprenditoriali che nel Lazio operano, attraverso l’istituzione dello Sportello interattivo del Piano».
Lo Sportello, aperto presso la Direzione regionale Trasporti, raccoglierà tutti i contributi ed organizzerà tavoli di confronto e di discussione sulle più diverse tematiche.
Il PRT prende in esame l’attuale dotazione infrastrutturale della nostra Regione e la mette a paragone con quella del resto dell’Europa, e individua alcune direttrici fondamentali per affrontare il tema della mobilità.
«Non è possibile – aggiunge Gargano – pensare a un Piano come a una sorta di “elenco della spesa” di opere da fare. Un Piano concepito in questo modo sarebbe un Piano vecchio prima ancora di nascere, poiché la mobilità è un aspetto della vita contemporanea che cambia a grandissima velocità».
«Per questo – afferma ancora Gargano – abbiamo individuato le direttrici fondamentali, diciamo la filosofia di base da seguire: il sistema deve specializzarsi: il ferro avrà il compito di effettuare i collegamenti sulle lunghe distanze, sia fra città e città sia all’interno delle grandi aree. Alla gomma, invece, deve essere riservato il servizio di adduzione verso le stazioni. Porti e aeroporti dovranno a loro volta differenziarsi e specializzarsi. Individuata questa direttrice, vengono poi esaminate alcune delle opere più importanti a sostegno del Piano. Molte di queste sono già in avanzata fase di attuazione, altre, come la Metropolitana dei Castelli o quella del Litorale, sono in fase di progettazione. Abbiamo atteso questo periodo per aver modo di testare gli effetti economico-finanziari della Legge Obiettivo e degli Accordi di Programma Quadro che oggi fanno del Lazio il best practice riconosciuto dal Ministero nella progettazione e nel reperimento dei fondi. Insomma, è in parte la summa delle cose già avviate, in parte l’esposizione dei progetti futuri».
«L’obiettivo complessivo del Piano – spiega ancora Gargano – sarà quello di giungere a un incremento del 50% della quantità di mobilità complessiva; del 50% della quota di trasporto su ferro; la riduzione del 50% dei costi complessivi della mobilità; la riduzione della congestione stradale e dell’incidentalità. È chiaro che si tratta di obiettivi da raggiungere nel medio-lungo periodo, ma è la stessa architettura globale del Piano che si articola in questi termini: vale a dire, senza entrare nel dettaglio di ogni singola proposta che avrà comunque modo di essere affrontata e discussa con i diversi soggetti interessati a suo tempo, che il Piano elaborato dalla Regione ha la funzione di organizzare e prevedere le linee globali di sviluppo della mobilità nel futuro».
All’incontro erano presenti numerose personalità politiche, Consiglieri Regionali, Sindaci e Assessori dei Comuni del Lazio, il presidente della Commissione regionale Trasporti, Stefano De Lillo, le maggiori istituzioni del settore, e in particolare il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, l’ANAS, le Ferrovie dello Stato, la Confindustria Lazio, l’ENEA, il CNR, l’Università Luiss .

30 marzo 2005 – fonte: regione Lazio